Con 1 milione di dollari, gli Usa "chiudono" il caso Lo Porto

Con 1 milione di dollari, gli Usa

- "Bene i soldi donati dagli Usa ai genitori di Giovanni Lo Porto, ma non ci arrendiamo". L'accordo è il primo caso conosciuto in cui il governo degli Stati Uniti rimborsa la famiglia di una vittima innocente dell'attacco di un drone. La cifra non vale come risarcimento ma come semplice donazione ed è stata erogata lo scorso 8 luglio dal direttore del "centro di management finanziario" dell'ambasciata Usa: una concessione che tuttavia rischia di mettere la parola fine sulla ricerca della verità.

E' Repubblica ad accedere, per la prima volta dall'inizio della "drone war" in Afghanistan e Pakistan, a un documento estremamente riservato che rivela come l'amministrazione Obama ha chiuso il contenzioso con i familiari di una delle vittime civili degli attacchi. Ciò non implica il consenso degli Stati Uniti d'America all'esercizio della giurisdizione italiana in eventuali controversie direttamente o indirettamente connesse al presente atto. La transazione economica non chiude pero' il caso Lo Porto: "Chiediamo che venga fatta chiarezza per vie legali - sottolinea Romanelli - bisogna aprire un tavolo d'inchiesta per far luce sulla vicenda e scoprire cosa sia esattamente succeso e quali siano stati gli errori che hanno determinato la morte del loro parente". "Nel corso delle trattative che hanno condotto all'atto di donazione", spiega l'avvocato Giulia Borgna, "questo tema è ovviamente venuto fuori". Contattato da Repubblica, il Dipartimento di Stato di Washington non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Giovanni Lo Porto si trovava in Pakistan nel 2012 quando venne rapito: lavorava per una Ong tedesca e si occupava dell'assistenza alle popolazione colpite da un'alluvione. Fu sequestrato assieme a un suo collega tedesco, poi rilasciato. Perché i droni americani bombardarono l'edificio dove era tenuto nascosto Lo Porto?