Chiesto il giudizio immediato per il pugile "Raim"

Chiesto il giudizio immediato per il pugile

Di "particolare interesse", si legge in un'annotazione dell'8 settembre scorso della Digos di Lecco e che fa riferimento al "verbale di perquisizione" successivo all'arresto del 28 aprile scorso, è stato "il ritrovamento" a casa di Moutaharrik e di sua moglie, anche lei arrestata, di un "pugnale da combattimento", custodito "nell'apposita custodia ed occultato accuratamente all'interno di uno zaino posto sotto il materasso nell'apposito vano del letto". Perché Abderrahim Moutaharrik, la moglie Salma, il 23enne Abderrahmane Khachia e la 24enne Wafa Koraichi, accusati di terrorismo internazionale, secondo gli inquirenti per la prima volta avevano ricevuto precise indicazioni per compiere attentati in Italia. Moutaharrik è stato campione svizzero di kickboxing e si allenava in una palestra di Canobbio.

Stando alle indagini, ci sarebbero stati Roma e il Vaticano tra i possibili obiettivi. "Fai esplodere la tua cintura nelle folle gridando 'Allah Akbar!'".Sempre nell'abitazione della coppia sono spuntati "i progetti cartacei manoscritti e presumibilmente realizzati a due mani dalla coppia e finalizzati alla successiva realizzazione della casacca di colore nero riportante le scritte riconducibile all'Isis indossata da Moutaharrik stesso in numerosi combattimenti e anche ostentata sul proprio profilo Fb". "Per questi nemici giuro, se riesco a mettere la mia famiglia in salvo, giuro sarò io il primo ad attaccarli", diceva il pugile intercettato.

Fermata a Baveno, sulla sponda piemontese del lago Maggiore, la giovane è sorella di Mohamed Koraichi, marocchino di 31 anni che assieme alla moglie italiana e ai loro tre figli di 6, 4 e 2 anni, da più di un anno e mezzo ha lasciato un centro nel lecchese, per unirsi alle milizie dell'Isis. La richiesta di processo con rito immediato - saltando cioè la fase dell'udienza preliminare - dovrà essere ora valutata dal gip Manuela Cannavale.