Caso scontrini:chiesti 3 anni per Marino

Caso scontrini:chiesti 3 anni per Marino

Sulle richieste sarà chiamato a decidere il gup Pierluigi Balestrieri. Fino a "redigere atti pubblici attestanti fatti non veri e recanti la sua sottoscrizione apocrifa", come spiegano i pm Roberto Felici e Pantaleo Polifemo. I rappresentanti dell'accusa sono partiti da una pena di quattro anni e otto mesi di reclusione, ridotta di un terzo per la la scelta del rito, l'abbreviato, da parte di Marino. In merito all'inchiesta sulla onlus, che coinvolge altri tre indagati, l'accusa riguarda la certificazione di compensi riferiti a prestazioni fornite da collaboratori fittizi o soggetti inesistenti.

Cinquecentomila euro per danno di immagine e altri centomila euro per danno funzionale.

Una condanna che arriva a causa dell'uso della carta di credito del Campidoglio per il pagamento di 56 cene e al pagamento di consulenze della onlus "Imagine" che, attraverso certificati, avrebbe ricevuto profitti non dovuti.

Sempre secondo gli inquirenti, Marino avrebbe dato "disposizioni al personale addetto alla sua segreteria affinché formasse le dichiarazioni giustificative delle spese sostenute per le cene, inserendovi indicazioni non veridiche tese ad accreditare la natura 'istituzionale' dell'evento, ed apponendo in calce alle stesse la sua firma".

In relazione alla Onlus Imagine, da lui fondata nel 2005, l'ex sindaco rischia infine la condanna per truffa insieme ad altre tre persone. "Marino sta benissimo, si è difeso alla grande", ha detto l'avvocato Enzo Musco, difensore di Marino, al termine dell'udienza. "Noi abbiamo chiesto l'assoluzione di Ignazio Marino per non aver commesso il fatto. Per bene 49 volte hanno ripetuto lo stesso refrain, invece di andare dal professor Marino e domandare con chi avesse cenato in quelle occasioni". Gli investigatori sono stati superficiali. "E' veramente incomprensibile questo capo d'accusa".