Caprotti dà mandato a Citigroup di vendere Esselunga

Caprotti dà mandato a Citigroup di vendere Esselunga

"Se rimane in mano a imprenditori italiani ben venga, se così non dovesse essere io credo che l'Italia abbia comunque interesse a portare sul suo territorio investitori internazionali, se vogliamo crescere in un mercato che è aperto e competitivo". Quello che è sicuro è che il consiglio di amministrazione della holding di controllo di Esselunga (Supermarkets Italiani) ha dato mandato alla banca d'affari Citigroup di esaminare le due manifestazioni di interesse non vincolanti arrivate dai gruppi Cvc e Blackstone.

Non si tratta invece - sottolineano fonti vicine al dossier - di un incarico a vendere.

E a seconda di quale sarà il futuro compratore, i grandi magazzini potrebbero anche diventare una public company quotata, come è successo a Prysmian, dopo che è stata scorporata dalla Pirelli.

"Si tratterebbe più che altro di correttezza nei confronti dei due fondi dal momento che il patron del gruppo Bernardo Caprotti non sarebbe intenzionato a vendere".

La valutazione dell'insegna oscillerebbe tra i 4 e i 6 miliardi, debiti compresi. Tra questi il colosso statunitense Walmart, primo per ora, e i gruppi Cvc e Blackstone.

Sarebbe una rivoluzione in casa Esselunga, fondata e cresciuta da Caprotti che l'ha portata fino a 7,3 miliardi di ricavi e che nel tempo ha sempre respinto al mittente le avance di colossi stranieri del mestiere come l'americana Walmart che tentò un approccio 12 anni fa.