Cancro ovarico, meno morti grazie alla pillola anticoncezionale

Cancro ovarico, meno morti grazie alla pillola anticoncezionale

Tumore subdolo e temutissimo, il cancro ovarico viene scoperto in otto donne su dieci quando è ormai già in fase metastatica e le probabilità di guarigione sono molto basse.

Una recente analisi condotta sui dati esposti dall'Oms ha infatti mostrato come in tutte le aree del Pianeta in cui ricerca e prevenzione sono procedute di pari passo (Europa e Stati Uniti in particolare), il tasso di mortalità legato al cancro all'utero abbia subito una netta decrescita a partire dal 2002 e come l'azione svolta dalla Pillola abbia giocato un ruolo decisivo nel prevenirne comparsa e ricomparsa a seguito della prima diagnosi.

Quindi secondo gli studiosi ci sarà un ulteriore calo di morti a causa del cancro all'ovaio nei prossimi anni.

A diffondere i dati è una ricerca pubblicata sulla rivista Annals of Oncology e diretta da Carlo La Vecchia dell'Università di Milano, insieme a Eva Negri dell'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. La riduzione è stata ancora più spinta negli Stati Uniti, dove è stata rilevata una diminuzione del 16%; in Canada, invece, i decessi per tumore ovarico sono diminuiti dell'8%, e in Giappone del 2%. E infine anche l'assunzione prolungata della pillola anticoncezionale sembra porti ad un rischio minore di contrarre la malattia. Il record di riduzione appartiene ad Australia e Nuova Zelanda che fra il 2002 e il 2011 hanno visto calare i tassi di decesso addirittura del 12%. Lo sostiene uno studio italiano secondo cui sarebbe proprio merito degli anticoncezionali orali, dalle capacità protettive se si assiste a una diminuzione di casi di malattia. E anche in Europa sono state rilevate differenze molto ampie, con percentuali di riduzione variabili tra lo 0,6% dell'Ungheria e l'oltre 28% dell'Estonia e aumenti apparenti in Bulgaria. Ciò probabilmente è dovuto a un uso più uniforme dei contraccettivi orali nel continente, e anche a fattori riproduttivi, come quanti figli ha una donna.

La Negri ha poi proseguito il suo intervento sulla questione affermando che "L'uso della terapia ormonale sostitutiva è diminuito dopo che nel 2002 un rapporto della Women's Health Initiative ha evidenziato l'aumento del rischio di malattie cardiovascolari, tumore al seno e all'ovaio, e anche questo può contribuire a spiegare la riduzione dei tassi di decesso fra le donne di mezza età e anziane in questi paesi".

Leggi anche: Tumore ovarico, sotto la lente le terapie ormonali sostitutive. Anche negli Stati Uniti l'uso dei contraccettivi orali è iniziato prima che in molti paesi europei, mentre i Giappone, dove oggi i decessi per tumore ovarico fra le donne giovani sono più numerosi che in Europa o negli Stati Uniti, i contraccettivi orali sono meno diffusi. Secondo i ricercatori la riduzione dei decessi perdurerà almeno fino al 2020, mediamente del 15 per cento negli Stati Uniti e del 10 per cento in Europa.