Campidoglio, Si dimette il ragioniere generale Stefano Fermante

Campidoglio, Si dimette il ragioniere generale Stefano Fermante

(Per quanto ancora, Virginia, abuserai della nostra pazienza?).

Due giorni dopo il diniego di Salvatore Tirino ad accettare l'incarico di assessore al Bilancio del Comune di Roma, il nuovo corso del Campidoglio con a capo la Raggi, registra un altro componente che si dimette. Mancano ancora all'appello l'assessore al Bilancio, alle Partecipate e il capo di gabinetto. Allarmanti anche i contenuti della relazione di 20 pagine con cui il tecnico ha accompagnato la lettera di dimissioni: ne emergerebbe che le finanze della Capitale, su cui come è noto pesa un debito miliardario, sono al collasso.

Diversa la realtà secondo il dimissionario Fermante: "Sono completamente isolato, lavoro senza un indirizzo politico, visto che l'assessore al Bilancio si è dimesso il 1° settembre, c'è troppa confusione, la sindaca non ha mai voluto incontrarmi", si sarebbe sfogato con i suoi collaboratori. Ma nella situazione in cui versa il Campidoglio i rischi sono troppo alti: i conti sono peggiorati, io sto in prima linea, esposto a critiche spesso feroci, senza che nessuno mi dica cosa fare. Di questa rivoluzione però si contano per ora solo sedie che si liberano, senza trovare culi "onesti" che li vadano poi ad occupare.

Dallo staff del sindaco emerge: "Stiamo riconsiderando alcuni curricula che inizialmente avevamo scartato per un eccesso di rigidità".

A dare la notizia delle dimissioni di Fermante è stata per prima La Repubblica, riferendo che la Virginia Raggi avrebbe protocollato le dimissioni del ragioniere generale lo scordo mercoledì. È una sfida molto seria.

Raggi si è presa l'interim del Bilancio, ma comunque l'approvazione doveva avvenire entro 90 giorni dall'insediamento (sono passati e anche superati). Di certo, con la legge di bilancio alle porte non è un bel segnale se si pensa che anche l'assessore al Bilancio non c'è.