Calabria Verde, misure cautelari per dirigenti, funzionari e consulenti

Calabria Verde, misure cautelari per dirigenti, funzionari e consulenti

-Carcere per Paolo Furgiuele (ex direttore generale) e Alfredo Allevato (dirigente terzo settore). Si chiedeva, piuttosto, alla Regione, di "incrementare la spesa per mettere in sicurezza fiumi, torrenti e versanti montani e di approvare una legge contro il consumo di suolo per tutelare il paesaggio costiero calabrese, anziché spendere risorse straordinarie, come quelle europee, per finanziare politiche ordinarie o pagare gli stipendi degli operai di Calabria Verde, utilizzo non conforme alle normative europee".

Per l'ex dirigente Antonio Errigo è stata disposta l'interdizione dai pubblici uffici mentre l'obbligo di dimora è stato deciso per l'agrotecnico Gennarino Magnone.

Ad un anno dalla denuncia di Legambiente Calabria sul sospetto di un uso improprio dei fondi comunitari da parte di "Calabria Verde", arriva un'inchiesta dei finanzieri del comando provinciale di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro che hanno eseguito oggi cinque misure cautelari nei confronti di dirigenti, funzionari e consulenti della società, per presunte distrazioni di fondi europei destinati, invece, alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Sono indagati, a vario titolo, per abuso d'ufficio, peculato, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale e minacce a pubblici ufficiali, contestati nell'ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Perri, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro. Secondo l'accusa i fondi per svolgere i lavori, circa 30mila euro, sarebbero stati prelevati dalla "cassa" di Calabria Verde. In particolare, il direttore generale avrebbe fatto eseguire alcuni lavori di ristrutturazione della sua abitazione utilizzando operai che risultavano in servizio a "Calabria verde" e mezzi della stessa società. L'ultima contestazione riguarda l'incarico da "dottore agronomo" per 30mila euro, di cui riscossi solo 17 mila, a un agrotecnico, amico del direttore generale, senza che ne avesse i titoli per ricoprirlo.