Buona scuola, giudice annulla trasferimento di insegnante pugliese

Buona scuola, giudice annulla trasferimento di insegnante pugliese

Il Tribunale ha quindi condannato l'Ufficio Scolastico regionale pugliese (in pratica il Ministero) ad assegnare l'insegnate all'organico di una delle sedi disponibili nell'ambito territoriale della "o di altra sede elencata nelle preferenze espresse".

Un'insegnante della scuola primaria che lavorava nel V circolo didattico di Barletta e che era stata trasferita ad Udine per effetto della legge sulla 'Buona scuola ha vinto la sua battaglia e potrà tornare ad insegnare in Puglia. "Sono migliaia gli insegnanti che sono stati costretti ad accettare sedi lontane, anche oltre 1000 chilometri dalla propria residenza, dovendo rinunciare alla propria famiglia e con un esborso notevole di soldi per poter trovare una nuova casa, nonostante la disponibilità di numerose sedi vicino alla propria residenza, dove incredibilmente sono finiti assegnati colleghi con meno punteggio o addirittura con punti zero".

Il segretario della Uil chiosa: "Chiediamo formalmente che le spese di questi giudizi, persi già in partenza, siano addebitate ai responsabili che non hanno ottemperato alle legittime richieste dei ricorrenti, per violazione "del principio inderogabile dello scorrimento della graduatoria, fondato sul punteggio attribuito nella fase dei trasferimenti".

E proprio la presenza nella vita dell'insegnante dei due figli molto piccoli e di alcune difficoltà economiche hanno spinto il giudice Giuseppe Di Trani a revocare il trasferimento della donna presso l'Istituto di Udine e nello specifico nell'ordinanza è possibile leggere "La lontananza, in particolare dai due figli, comporta per la madre l'impossibilità di provvedere ai loro immediati bisogni, con danno ingiusto alla formazione e allo sviluppo della personalità dei minori e inevitabili ricadute negative su tutta la famiglia. Detto principio vincola l'amministrazione in quanto anche la procedura di mobilità ha natura concorsuale di impiego basata su una graduatoria alla cui formazione concorrono l'anzianità, i titoli di servizio e le situazioni familiari e personali dell'interessato, per i quali sono predeterminati specifici punteggi".

Ricorso del docente trasferito contro il Miur.

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Una sentenza che potrebbe rappresentare una speranza per i quasi tremila docenti pugliesi trasferiti nelle scuole del Centro e Nord Italia.