Boom di pagamenti elettronici in Italia. Le famiglie usano meno il denaro

Boom di pagamenti elettronici in Italia. Le famiglie usano meno il denaro

Certo, in Italia il metodo di pagamento preferito è sempre il contante, nel 56% dei casi; se si prendono in considerazione le transazioni, le volte in cui gli italiani pagano in contanti sono almeno l'80%. Nel periodo 2011-2014 il tasso medio era fermo al 5,6%, mentre il numero delle transazioni è cresciuto del 13,7% (da 2,33 a 2,64 miliardi).

"Negli ultimi due anni la crescita dei pagamenti elettronici con carta ha superato le attese (+10,2% nel 2014 e +12,2% nel 2015), tanto da crescere a un ritmo maggiore di quello della media in Europa (intorno al 7-8%), sintomo probabilmente di un principio di cambiamento culturale nei consumatori italiani e di un effetto trascinamento del decreto 'obbligo POS', che ha generato un cambio di atteggiamento anche negli acquirenti" ha spiegato Valeria Portale, Direttore dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano. In particolare, nel 2015 a livello nazionale le transazioni effettuati con carta hanno sfiorato i 175 miliardi di euro coprendo oltre il 22% dei consumi delle famiglie. A rivelarlo è l'ultimo rapporto "I pagamenti digitali in Italia" realizzato dall'Osservatorio Mobile Payment & Commerce con la collaborazione di Consorzio CBI, Intesa San Paolo, PayPal, TIM e CartaSi.

Tuttavia l'utilizzo delle carte di pagamento in Italia è ancora limitato se confrontato con il resto d'Europa.

Tale crescita è stata realizzata grazie ai pagamenti tramite PC, Tablet, Mobile ed i pagamenti in negozio tramite contactless o Mobile POS, raggiungendo un valore di transato di circa 21,5 miliardi di euro, che risulta in crescita del 22% rispetto al 2014 e rappresenta il 12,2% del transato complessivo con carte.

Andando nel dettaglio, nel 2015 il numero delle transazioni pro capite è cresciuto da 38,8 a 44,1, con uno scontrino medio rimasto sostanzialmente invariato (da 67 a 66 euro). A darci i dati il rapporto "Pagamenti digitali in Italia" che ha scattato una fotografia positiva dell'interazione fra pagamento e strumenti tecnologici. In primo piano il Turismo (+56% rispetto al 2014, con quasi 540 milioni di euro di transato), seguito da Informatica ed Elettronica, che registra circa 370 milioni di euro di transato (erano poco più di 155 milioni di euro nel 2014), Abbigliamento (15% del transato con circa 280 milioni di euro nel 2015, erano poco meno di 170 milioni di euro nel 2014). Il 55% del transato è riconducibile ai pagamenti di Utility o verso la Pubblica Amministrazione (bollette, tasse e multe, ecc.), in crescita rispetto al 50% del 2014.

Il Mobile Remote Payment arriva finalmente nel 2015 a mettere a segno una crescita significativa con un aumento del 75% per un valore oltre i 300 milioni di euro, con i benefici effetti dei pagamenti di ricariche telefoniche e bollettini (rispettivamente 67% e 19% del totale).

Il mobile remote commerce, cioè il corrispettivo di quanto appena descritto ma su smartphone, vale invece quasi 2,7 miliardi di euro (+56%), con la componente di beni e servizi che arriva a rappresentare il 70% del totale, grazie all'aumento degli esercenti che offrono una soluzione su mobile (banalmente, un'applicazione o un sito ottimizzato) e a una maggiore predisposizione degli italiani verso gli acquisti da smartphone. Anche perché rientrano in un generale trend di crescita: i pagamenti digitali tradizionali, quelli con la vecchia carta utilizzata nel modo più consolidato - cioè con la lettura nel Pos - hanno toccato lo scorso anno i 153,4 miliardi di euro, con una salita dell'11% sul 2014.

Tra le altre componenti, cresce il ruolo del car sharing e dei servizi di mobile parking, oltre ai biglietti per il trasporto pubblico locale (+100% sul 2014).