Banche: al palo prestiti a famiglie e imprese, aumentano le sofferenze nette

Banche: al palo prestiti a famiglie e imprese, aumentano le sofferenze nette

Segnali positivi sul fronte dei mutui alle famiglie. E' quanto reso noto oggi dall'Abi nel suo rapporto mensile.

Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l'acquisto di abitazioni - che sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo - è risultato pari al 2,20% (2,09% il mese precedente, minimo storico). A diminuire sono soprattutto i finanziamenti a breve termine (-5,3% dopo il -6,3% di luglio), mentre quelli a medio e lungo termine hanno fatto segnare un +1,4% (da +1,3%). Guardando alle sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine luglio 2016 sono pari a quasi 85 miliardi di euro rispetto a 83,7 miliardi di giugno. "Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,76% a luglio 2016, 4,66% a giugno 2016 (4,93% a fine 2015; 0,86%, prima dell'inizio della crisi)". I depositi - inclusi quindi anche i certificati, pronti contro termine e i libretti di risparmio - sono aumentati di 58 miliardi, con una crescita del 4,6% su base annua. Dalla fine del 2007 ossia prima dell'inizio della crisi ad oggi, la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.671,3 miliardi di euro. (Agosto 2016: -15,5%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 62 miliardi di euro).

Abi evidenzia inoltre che ad agosto l'ammontare dei prestiti alla clientela è pari a 1.807,6 miliardi, cifra superiore di 136 miliardi allo stock complessivo della raccolta (1.671,3 miliardi). "Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 2,84%, 2,86% il mese precedente".

Solo un lieve miglioramento, ad agosto, per lo stock dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese da parte delle banche operanti in Italia e ancora sofferenze in aumento a luglio. "Prima dell'inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007)".