Amministrative in Germania: bene Afd a Berlino, male la Merkel

Amministrative in Germania: bene Afd a Berlino, male la Merkel

C'è chi ha parlato di una "contesa tra pesi medi", chi - più velenoso - di una disputa "tra perdenti". Il mea culpa di Angela Merkel è arrivato a poche ore dalla conferma dei risultati. Si tratta inoltre del quinto risultato consecutivo con il segno meno nelle votazioni regionali e il terzo consecutivo nel quale Cdu e Spd non hanno più assieme la maggioranza. Se gli intervistati intendevano "che la gente semplicemente non vuole accogliere nessuno straniero, specialmente nessuna persona di fede islamica, essa ha contro la nostra costituzione, i vincoli di diritto internazionale del nostro Paese, ma soprattutto anche il fondamento etico dell'Unione cristiano-democratica della Germania e la mia personale convinzione". Una percentuale che con lo spoglio dei voti è stata corretta al ribasso. Ma anche nel partito la resa dei conti si avvicina e già si ipotizzano nomi alternativi come quello di Schaeuble. Per avere qualche chance di essere rieletta, Angela dovrà dunque necessariamente accettare qualche compromesso: e non solo sulla questione del tetto, ma anche su maggiori controlli ai confini, sui rimpatri, sui rapporti con la Turchia. L'Afd, nonostante abbia riscosso un blando successo, per la prima volta ottiene dei voti, sorpassando il partito liberale Fdp, che al momento sembrerebbe agguantare un seggio nel senato della capitale grazie al 6,5% dei consensi raggiunti. Era abbastanza sicuro che non sarebbero riusciti a bissare l'exploit di due settimane fa nel Mecklenburg-Vorpommern.

La pressione per la CDU è ovunque: dagli oppositori, dagli elettori e dai militanti, fino ai piani alti del partito.

Peggior risultato dal dopo guerra per la Cdu. Non solo: anche nel suo stesso partito si moltiplicano i mal di pancia per un approccio riconosciuto in gran parte colpevole dei rigurgiti populisti nel panorama politico tedesco. La Cdu ha ottenuto il 17,6 per cento dei voti, l'AfD il 14,2 per cento. I Verdi hanno perso leggermente consensi, al 15,2%, ma possono rallegrarsi poiché entreranno con tutta probabilità a far parte del futuro governo della città-stato. I populisti non hanno comunque sfondato come nelle elezioni dello scorso 4 settembre in Meclemburgo-Pomerania, il land della Merkel. I cosiddetti grandi partiti sono sempre più pesi medi. La coalizione SPD e CDU si sta rompendo.

Quella dell'emorragia di elettori per gli ex partiti di massa che perdono a favore del partito nazionalpopulista AfD è un dato di fatto.

Pensare dunque di trarre da questi risultati regionali e amministrativi una qualche indicazione per le elezioni politiche dell'autunno 2017 non possibile.

La caduta di Angela Merkel, inoltre, mette in allarme anche l'Europa e le sue fragili alleanze.