Alzheimer. Papa: "ricordarsi" dei malati e delle famiglie

Il 21 settembre, alle ore 17.00, presso l'Hotel Palace, a Bari, in collaborazione con International Inner Wheel distretto 210 Club di Bari, sarà presentata la mostra "Tutto il possibile" della pittrice Franca Maria Ricco, colpita dall'Alzheimer e scomparsa nel 2013. I conti li presenta puntuale la Giornata mondiale dedicata alla malattia che si celebra il 21 settembre in tutto il mondo. A Bologna il 24 settembre alle 9,00 in via Faenza 4 si tiene il convegno Una Carta dei Diritti e dei Doveri per le persone fragili e gli anziani affetti dalla Malattia di Alzheimer.

"Questa giornata - dice la presidente CRI, Alduvinca Meozzi -, ci consente di fare una riflessione che non interessa soltanto i soggetti portatori della malattia ma l'intera comunità che deve attivarsi per rendere meno difficile e pesante il carico dei care-giver". A fare le spese di questa patologia non sono solo i diretti interessati ma anche i familiari del malato che spesso si trovano inermi e impotenti di fronte a tale situazione, non riuscendo a offrire al proprio caro un appoggio adeguato. "In Italia - spiega Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia - si stima che attualmente le persone con demenza siano 1.241.000". Ma in molti casi questo non è, specificano gli esperti, l'unico campanello d'allarme.

L'Alzheimer è una delle malattie più distruttive del nostro secolo. Anche se oggi c'è maggiore consapevolezza che in passato, il tempo medio con cui si arriva a una diagnosi è ancora di quasi 2 anni, mentre spesso il trattamento precoce è la chiave per ritardare la progressione della malattia. In particolare dal punto di vista terapeutico: "Siamo fermi al 2000" ammette Elio Scarpini, responsabile dell'Unità malattie neurodegenerative dell'Ospedale Maggiore Policlinico, Università di Milano.

Nello specifico i servizi di cui i cittadini veronesi possono usufruire sono: 4 Centri diurni ("Cristofori" in Borgo Roma, "Leo Cirla" in Centro Storico, "Forti" a San Michele e "Città di Verona" a San Massimo) - dove i malati possono essere accuditi temporaneamente, per dare sollievo alle famiglie, ed essere seguiti con una riabilitazione mirata al mantenimento delle capacità residue; Posti di sollievo - per periodi di 30/60 giorni, per aiutare i familiari che necessitano di un periodo di riposo o per permettere alla famiglia di riorganizzare l'attività assistenziale del congiunto a domicilio; Servizio di assistenza domiciliare - un supporto a domicilio che favorisca il mantenimento dell'autonomia dell'anziano affetto da Alzheimer e ne stimoli le potenzialità residue in ambito cognitivo e relazionale.

La lotta al morbo di Alzheimer e ai suoi effetti, che sono anche economici e sociali, sono globali. E' quindi fondamentale accorgersi della patologia prima che avvengano danni irreversibili. Il familiare, al di là di queste cose, è importante perché è la persona che conosce meglio il malato e la persona con demenza ha bisogno di un ambiente sereno e uniforme, lo stesso in cui ha sempre vissuto. Inoltre è dimostrato come i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, come il fumo, possano avere un ruolo anche nell'insorgere dell'Alzheimer. Cure non ne esistono e l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha già previsto che da qui a vent'anni i casi potrebbero addirittura raddoppiare.