Alzheimer: in Emilia 30 nuovi casi ogni giorno

In occasione della XXIII giornata Alzheimer 2016 l'Associazione Allegra-mente - Alzheimer Cafè per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni ha dato appuntamento alle famiglie e ai loro cari affetti dal morbo d'Alzheimer il 21/09/2016 alle ore 17:00 presso la villa Comunale di Reggio Calabria.

Nel mondo 47 milioni di persone convivono con la demenza.

Dietro le cifre ci sono storie, nomi, facce.

Nel recente congresso statunitense della Alzheimer's Drug Discovery Foundation si è fatto il punto sui vari farmaci che l'autorità americana, l'Fda, ha approvato per lo studio.

Ad oggi le cause che determinano l'Alzheimer sono praticamente sconosciute. Al momento, non esistendo una cura contro di esso, la medicina si concentra soprattutto nella prevenzione della malattia. In mancanza di ciò, il paradosso potrebbe essere che avremo una terapia ma non la possibilità di fare una diagnosi precoce che permetta alla terapia di portare alla guarigione.

La ricerca non si è mai fermata, anzi: ha preso direzioni e filoni diversi, nell'ostinato tentativo di comporre un puzzle difficile da completare.

L'evento è organizzato in collaborazione con International Inner Wheel distretto 210 Club di Bari, e all'incontro-convegno saranno presenti la presidente Anna Manfredi, Pietro Schino, presidente dell'associazione di volontariato Alzheimer Bari, Katia Pinto, vice Presidente Federazione Alzheimer Italia, e Michele Marolla, giornalista.

Il processo di distruzione delle cellule nervose e dei loro collegamenti può iniziare molti anni prima delle manifestazioni cliniche della malattia e può essere individuato tramite PET (Positron Emission Tomography) attraverso la somministrazione di un tracciante che lega la beta-amiloide.

L'entusiasmo della scoperta è condiviso però solo in parte dai neurologi. Anche Elio Scarpini, che pure frena su entusiasmi troppo facili, riconosce che i dati sono "molto incoraggianti ma, data l'esiguità del campione e la bassa percentuale, il 15%, degli effetti positivi riscontrati", aspetta che nuovi studi sciolgano alcuni nodi. Lui è solo con il peso dell'assistenza, delle cure, della paura e dell'angoscia. In caso di necessita' si puo' intervenire per individuare i fattori di rischio e rallentare e contrastareil decorso della malattia con il protocollo Allena il Cervello che e' stato sperimentato con successo dal professor Lamberto Maffei, Vicepresidente dell'Accademia dei Lincei, con gli Istituti di Fisiologia Clinica e di Neuroscienze del CNR e con l'Universita' di Pisa. È la ragione per cui è importante diagnosticare l'Alzheimer il più precocemente possibile, in assenza dei sintomi: l'accumulo di beta amiloide nel cervello inizia infatti decenni prima della loro comparsa.

Resta la domanda di fondo: è possibile difendersi dall'Alzheimer? Essi propongono un nuovo approccio alla conoscenza della malattia e del malato, facendo emergere una visione " sociale" delle demenze, tesa a collocare l'ambito patologico del disturbo in una dimensione quotidiana e sostenibile anche per il caregiver.

Un morbo da cui non si sfugge: dopo la diagnosi, l'aspettativa di vita va dai tre ai nove anni e anche se la scienza sta facendo passi da gigante nel contrastare l'avanzare della demenza nei malati di Alzheimer, ad oggi sono ancora tanti, troppi, i malati che vedono scivolare la memoria fra le mani, andando - spesso accompagnati dai soli parenti - verso un oblio dove la storia non è più, dove ci si perde, semplicemente.

Il castello dei Visconti, palazzi e case colorate, 32.000 abitanti cullati dai Navigli, Milano a pochi chilometri di distanza. Il Rapporto invita a un'azione comune per estendere l'assistenza sanitaria a tutte le persone con demenza nel mondo. Questo può avere conseguenze anche sull'aspetto fisiologico della persona affetta da Alzheimer.