A fuoco un macchinario, muore paziente in ospedale

A fuoco un macchinario, muore paziente in ospedale

In conseguenza del decesso la procura ha sequestrato le cartelle cliniche e il macchinario, che nel frattempo era ancora utilizzato per curare gli altri malati. L'uomo, Domenico Zefferino di 65 anni e proveniente da Andria, in Puglia, secondo uno dei figli che ha sporto denuncia sarebbe morto a causa delle ustioni riportate sul 10% del corpo, provocate durante l'utilizzo del macchinario per l'elettrochemioterapia.

Per la sua morte sono stati iscritti nel registro degli indagati sei persone, tra medici e infermieri che ad agosto effettuarono l'intervento di chirurgia chemioterapica. Circa tre settimane dopo, il 3 agosto, è stato sottoposto ad una seduta di elettrochemioterapia - dopo che l'intervento chirurgico era andato a buon fine - seguendo tutta la procedura indicata in tali casi, ma qualcosa è andato storto: gli impulsi elettrici e il disinfettante usato avrebbero provocato le ustioni sulla parte destra del corpo del malato. È bastata una scintilla, l'accellerante è stato il disinfettante e Domenico Zefferino ha preso fuoco. Inutile il tentativo degli infermieri di spegnere le fiamme utilizzando un estintore. La terapia successiva e il collegamento al macchinario è stato funesto, invece. Ustioni di primo e secondo grado.

Sembrea che l'incidente sia stato causato dal contatto fra aghi ed elettrobisturi. Oggi il medico legale Giovanni Zotti effettuerà l'esame autoptico.

Tragedia all'Ospedale Andrea Tortora di Pagani: sessantacinquenne muore dopo il cortocircuito del macchinario per l'elettrochemioterapia. Il magistrato ha disposto l'acquisizione della scheda tecnica e di manutenzione della macchina di proprietà dell'Igea e in uso all'ospedale Andrea Tortora. Proteste esplose negli anni scorsi con manifestazioni da parte di cittadini che non volevano la chiusura del pronto soccorso.