Vertice Russia-Turchia, prove tecniche di amicizia tra Putin ed Erdogan

Anche per questa ragione al tema più scottante che divide Ankara e Mosca, il conflitto siriano, è stata dedicata una riunione separata con i due presidenti, i ministri degli Esteri, Serghei Lavrov e Mevlut Cavusoglu e i capi dei servizi d'intelligence. "Nella nostra regione ci si aspetta molto dalla Turchia e dalla Russia, e io credo che insieme contribuiremo alla soluzione di numerosi problemi", ha risposto Erdogan ringraziando il padrone di casa per avergli offerto "l'opportunità di incontrarlo" prima del G20, del 4 e 5 settembre ad Hangzhou, in Cina. L'annuncio del presidente russo Vladimir Putin durante la conferenza al termine dell'incontro a San Pietroburgo con il leader turco Erdogan.

Un altro oggetto di discussione è stata la ripresa degli accordi economici, sospesi dopo l'abbattimento dell'aereo russo da parte dei siriani e le conseguenti sanzioni russe, che hanno pesantemente danneggiato per esempio il turismo turco. Minaccia a cui Ankara risponde con una minaccia, su un punto chiave per l'Europa: i migranti.

Prosegue la 'purga' giuridico-culturale di Recep Tayyip Erdogan che, a meno di un mese di distanza dal fallito colpo di stato del 15 luglio scorso, vede la popolarita' toccare l'apice dalla sua elezione, avvenuta due anni fa, come rivela una ricerca condotta da Metropoll di Ankara.

E' improbabile che la Turchia - importante membro della Nato ed economicamente legata a doppio filo all'Europa - voglia tagliare i ponti con l'Occidente, ma intanto il 'sultano' corteggia lo 'zar'. Appare chiaro che Ankara ha messo in secondo piano l'opzione militare e che si sta ritirando dalla guerra contro Bashar el Assad. Inoltre, la Turchia non riesce ad aver ragione dei curdi, che sono palesemente sostenuti dagli Stati Uniti con grave disappunto di Erdogan.

E L'Europa? Rimasta ancora una volta spiazzata, dovrà ora cercare un nuovo rapporto politico sia con la Turchia sia con la Russia.

La circostanza è stata naturalmente smentita da Ankara ma che i rapporti russo-turchi abbiano oggi anche una inaspettata valenza militare è stato confermato dallo stesso Erdogan che ha precisato l'intenzione "promuovere la cooperazione nel settore dell'industria della difesa".

Nel frattempo, il ministro dell'Economia moscovita Alexei Ulyukayev ha dichiarato a Reuters che la Russia potrebbe entro fine anno riaprire alle importazioni di alimenti dalla Turchia. Si riparla del Turkish Stream, il gasdotto che doveva sostituire il South Stream bocciato dall'Ue, della collaborazione nella costruzione di centrali nucleari, e via dicendo.

Perché anche fra due sistemi politici sempre più simili, le cose in comune hanno un limite. La stessa reazione è probabile venga da parte del Patriarcato di Mosca, che non può non interpretare la scelta come un passo avanti verso la trasformazione di Santa Sofia in moschea, sovvertendo la lontana decisione di Kemal Ataturk - fondatore della moderna Turchia - che, nel 1935 decise di trasformare Santa Sofia in museo e di non più adibirla a luogo di culto di una qualsiasi religione.

Quel che è certo, come ha dimostrato il tentato colpo di stato, è che Washington non intende stare a guardare passivamente gli sviluppi che riguardano un partner indispensabile come la Turchia.

"Considerato che questo progetto ha status di investimento strategico come richiesto alla Turchia e che la Turchia ha dato garanzie in tal senso, si tratta di un progetto del valore di decine di miliardi di dollari, che pensiamo possa essere realizzato e siamo fiduciosi che questo avverrà", ha affermato.