Unicredit annuncia utili oltre le attese e la cessione delle carte pagamento

Dopo le operazioni Fineco e Pekao (che hanno fruttato oltre un miliardo a Piazza Aulenti, con un aumento del CET1 ratio di 20 punti base) Unicredit ha sciolto il nodo Pioneer, la quale sarà quotata in Borsa. Il tasso di copertura sui crediti deteriorati è al 52,4%, quello sulle sofferenze al 61,6%.

Scendono dell'11,8% sul secondo semestre 2015 a 1,7 miliardi le rettifiche su crediti, mentre il costo del rischio si attesta a 69 punti base (-10 punti base semestre su semestre).

Nella stessa riunione, il Cda di Unicredit oltre alla cessione ha anche varato la semestrale che rappresenta un bel miglioramento rispetto alle attese. Gli interessi netti sono scesi del 2,7% a €2,92 miliardi e le commissioni del 3,3% a €1,93 miliardi. I ricavi si sono attestati a 11,6 miliardi, mentre nell'ultimo trimestre si registra un aumento del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2015 a 6,1 miliardi. L'utile per azione, quindi, dovrebbe collocarsi a 0,27 euro. Il margine di intermediazione dovrebbe passare da 22,41 miliardi a 22,08 miliardi di euro.

Unicredit Business Integrated Solutions (UBIS), società del Gruppo Unicredit, e SIA hanno firmato oggi un accordo che prevede la cessione a quest'ultima - per un corrispettivo di 500 milioni di euro - delle attività di processing di circa 13,5 milioni di carte di pagamento e la gestione di 206mila terminali POS e 12mila ATM in Italia, Germania e Austria. L'operazione si inserisce in una serie di iniziative che dall'inizio del 2016 stanno spingendo sempre più le attività di SIA nel contesto internazionale, a partire dallo sviluppo con EBA Clearing dell'infrastruttura pan-europea di instant payment (il cui avvio è previsto entro fine 2017), per arrivare alla realizzazione del nuovo sistema interbancario dei pagamenti della Banca Centrale della Nuova Zelanda, fino all'accordo con Raphaels Bank per lo sviluppo e il lancio di nuove soluzioni di pagamento nell'ambito della SEPA, delle carte e dei servizi via mobile nel Regno Unito e nel resto d'Europa e la realizzazione per la banca CSOB (Gruppo KBC), del primo mobile wallet per pagamenti NFC in Repubblica Ceca che supporta i circuiti MasterCard e VISA.