Turchia, popolarità Erdogan ai massimi storici, 2 su 3 lo plaudono

Turchia, popolarità Erdogan ai massimi storici, 2 su 3 lo plaudono

La normalizzazione russo-turca conta sull'appoggio dell'Iran, e proprio ieri il presidente russo ha incontrato a Baku l'omologo iraniano Hassan Rohani.Putin ha accolto Erdogan nel sontuoso Palazzo Konstantinovsky dell'era zarista, appena fuori da San Pietroburgo, ed è stato chiaro da subito che il Cremlino era pronto a fare passi verso Ankara.

Mentre da ambienti politici di più di un paese europeo - Austria e Danimarca sono gli esempi più recenti - si stigmatizza l'accelerazione autoritaria del governo turco, Erdogan risponde con toni piccati: ha criticato la mancata trasmissione di un suo intervento ad una manifestazione in suo sostegno in Germania e ha liquidato le inchieste giudiziarie sul figlio in Italia, invitando la nostra magistratura ad occuparsi piuttosto di mafia. Oggi Ankara fa sapere anche tramite il suo ambasciatore a Mosca che "l'attuale leadership siriana può partecipare ai negoziati di pace", in una apertura che appare la svolta chiesta dalla Russia, intransigente nel suo appoggio del presidente Bashar al Assad. "O Gulen o noi", ha detto Erdogan davanti a migliaia di sostenitori ad Ankara, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Anadolu. Il tema sarà affrontato in un prossimo incontro al quale prenderanno parte i ministri degli Esteri e i dirigenti dei servizi segreti dei due Paesi, che si scambieranno le informazioni. Minaccia a cui Ankara risponde con una minaccia, su un punto chiave per l'Europa: i migranti.

Russian President Vladimir Putin (L) and Turkish President Tayyip Erdogan attend their meeting in St. Petersburg, Russia, August 9, 2016.

E' improbabile che la Turchia - importante membro della Nato ed economicamente legata a doppio filo all'Europa - voglia tagliare i ponti con l'Occidente, ma intanto il 'sultano' corteggia lo 'zar'. I due fuggitivi sono un attaché della Marina e uno dell'Aviazione, Halis Tunç e Ilhan Yasitli, ha precisato il ministro.

Putin ha promesso che le sanzioni economiche imposte nei confronti delle imprese turche dopo l'abbattimento dell'aereo militare saranno "gradualmente" revocate e ha detto di voler "tornare a un buon livello di scambio di turisti, garantendo la sicurezza dei cittadini russi", mentre presto riprenderanno i voli charter che erano stati sospesi. È stata annunciata anche la tempistica prevista del progetto.

La portavoce ha poi ricordato che "il Segretario generale ha parlato con il ministro degli esteri turco nella notte del tentato colpo di stato e successivamente c on il presidente Erdogan, condannando con forza il tentato golpe e ribadendo il pieno sostegno alle istituzioni democratiche della Turchia".

Inoltre, visto il contemporaneo rafforzamento delle milizie curde (SDF) nel nord della Siria, apertamente appoggiate dagli Stati Uniti, questa politica sarebbe l'unica possibile per evitare la nascita di un'entità autonoma curda ai confini meridionali della Turchia, da sempre l'incubo peggiore di qualunque politico di Ankara. L'Occidente guarda inquieto, già pronto - come avrebbe scritto Niccolò Machiavelli - "a dar per iniquo colui che fino al dì avante gli era stato fedele amico".

La contropartita che la Turchia offre alla riapertura dei normali rapporti economici è la disponibilità alla costruzione del gasdotto Turkish Stream, con cui Gazprom potrà trasportare il gas naturale verso l'Europa bypassando le rotte ucraine. E questo non è mai un collante quando due regimi molto nazionalisti sono geograficamente molto vicini; quando il Mar Nero, il Caucaso, alcune repubbliche asiatiche ex sovietiche sono da secoli il terreno di scontro fra Russia e Turchia, qualsiasi tipo di sistema li governi.