Tumori, scoperta al Pascale una molecola che contrasta la crescita del melanoma

Tumori, scoperta al Pascale una molecola che contrasta la crescita del melanoma

I ricercatori italiani hanno scoperto l'esistenza di una molecola che svolge un importante ruolo nello sviluppo del melanoma maligno. Pare che il melanoma colpisca uomini e donne senza alcuna distinzione, ma mentre nelle prime il luogo più comune è le gambe, negl uomini è la schiena.Pare che vi siano delle aree dove il melanoma è più presente a cominciare dall'Oceania, Nord America, Europa, Sud Africa ed America Latina.La cosa più importante, in caso di melanoma, è che questo venga diagnosticato il prima possibile; il trattamento comprende la rimozione chirurgica, preferibilmente quando questo è ancora piccolo e sottile.Nel caso in cui questo venga rimosso, la probabilità di cura è molto alta. Qquando i suoi livelli si abbassano, quello dei due oncogeni salgono. La presenza in questo tumore di sotto-popolazioni aggressive è dovuta, come in tutti i tumori, alla presenza di cellule note come staminali tumorali. "E' quanto emerge da una ricerca condotta dall" istituto Pascale di Napoli, guidato dal direttore scientifico, Gennaro Ciliberto, e dal direttore della struttura complessa di oncologia medica Melanoma, Paolo Ascierto in collaborazione con il laboratorio di Carlo Croce all'Università di Columbus negli Stati Uniti. Nello specifico, si trovato come miR-579-3p controlli la generazione di due importanti proteine, o oncogeni, che promuovono la crescita del tumore. La scoperta è oggetto di una recente pubblicazione sulla rivista PNAS. Accade tuttavia che a mano a mano che il melanoma cresce e diviene più aggressivo, la quantità di miR-579-3p diminuisce sempre più. Se questa molecola viene somministrata alle cellule tumorali queste iniziano a morire. Inoltre, la "somministrazione" esterna della particella insieme agli inibitori di Braf e Mek impedisce in seguito la formazione di cellule resistenti ai due farmaci.

"Alla luce di questi risultati si può aprire la possibilità di utilizzare attraverso approcci nanotecnologici il miR-579-3p come farmaco per migliorare le attuali terapie - dichiara il dottor Ciliberto -". Infatti si potranno misurare i livelli del miR come biomarcatore tumorale con un semplicissimo prelievo di sangue.