Tesla, fusione con SolarCity per 2,6 miliardi di dollari

Tesla, fusione con SolarCity per 2,6 miliardi di dollari

Per l'acquisizione di SolarCity da parte di Tesla è stato sufficiente il parere favorevole di due membri del CdA (Nancy Pfund e Donald Kendall Jr.: entrambi senza incarichi operativi in Tesla come in SolarCity); ad astenersi dalla votazione lo stesso Elon Musk, che possiede il 22% delle azioni SolarCity e il 19% di Tesla, Peter e Lyndon Rive (co-fondatori del marchio di Palo Alto nonché cugini di Musk), JB Straubel (dirigente tecnico in Tesla) e Antonio Gracias, investor in SpaceX. Le due aziende prevedono un risparmio dei costi di oltre 130 milioni di euro il primo anno grazie alla fusione.

Elon Musk, lo si sa, punta a conquistare il settore dell'energia pulita: se con Tesla l'imprenditore sudafricano è riuscito a sdoganare le auto elettriche, con SolarCity si è invece aperto un varco nel business dei pannelli solari.

L'offerta risale al mese di giugno ma solo oggi è arrivato l'ok, dopo che un comitato interno ha soppesato il possibile conflitto di interessi di Musk che veste i panni sia dell'amministratore delegato di Tesla, sia del presidente di SolarCity.

Gli azionisti di SolarCity riceveranno 0,11 titoli di Tesla per ogni azione in loro possesso, e quindi un controvalore equivalente a 25,37 $ sulla base della quotazione media dei 5 giorni precedenti al 29 luglio. Tesla potrebbe aver fatto il passo più lungo della gamba?

Tesla ha annunciato il proprio ingresso nel segmento dei pick-up che gode di ampio consenso soprattutto negli USA; ma la novità principale è che l'ingresso nel mercato avverrà con la versione elettrica del pick-up, autovettura che negli anni è diventata un vero e proprio culto oltreoceano.