#Sicilia. Edilizia selvaggia, no degli architetti alla sanatoria

Una sanatoria edilizia per la costruzione entro i 150 metri dalla costa siciliana: è l'emendamento previsto in discussione all'Assemblea regionale siciliana domani, martedì 2 Agosto. Inoltre, Ardizzone prosegue: "Gli uffici dell'Ars avevano già evidenziato tali anomalie durante l'esame in commissione Ambiente, ma l'emendamento è stato inopinatamente messo ai voti". "L'emendamento ampliando l'applicazione del condono edilizio contrasta con il principio di ragionevolezza così come delineato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 39 del 2006, in materia di interpretazione autentica e relativa proprio ad una norma della Regione siciliana di interpretazione autentica in tema di vincoli, dichiarata dalla Corte illegittima", spiega Ardizzone. Secondo il deputato, infatti, in quel periodo il divieto di costruzione entro la fascia dei 150 metri dal mare sarebbe arrivato non da una norma, ma da una interpretazione successiva, che ne avrebbe fatto discendere gli effetti in maniera retroattiva. Il famigerato emendamento poteva essere stoppato già tre settimane fa. Lungi da noi aizzare gli uni contro gli altri in un momento delicato come quello che i deputati siciliani saranno chiamati ad affrontare nella seduta d'Aula di domani, dove si voterà un legge storica, la riforma edilizia, ma quando è troppo è troppo: i siciliani devono sapere la verità e devono sapere come sono andati i fatti. "Carte alla mano, la commissione Ambiente, guidata dal Partito democratico, avrebbe potuto dichiararne l'inammissibilità da subito per violazione dei limiti costituzionali e chiudere definitivamente la partita".

"In altre parole, la presidenza della Commissione avrebbe potuto bloccare la votazione semplicemente dichiarando l'inammissibilità dell'emendamento e lo avrebbe potuto fare, forte di quella nota scritta dagli stessi uffici della Commissione". "Quella nota fu letta - sottolinea il M5s - e ciononostante l'emendamento fu dichiarato paradossalmente ammissibile".

"Il Partito democratico dopo essere stato scoperto fa marcia indietro per salvare la faccia". Fortunatamente, su questa squallida vicenda dopo la nostra ferrea opposizione, è intervenuto il presidente Giovanni Ardizzione che ha chiuso la partita e bloccato definitivamente l'emendamento sul condono edilizio. A spiegare i benefici di una proposta che dunque non dovrebbe più trovare ostacoli sul suo cammino, sono ancora i parlamentari a 5 stelle: "arriverebbero soprattutto sul fronte della semplificazione (con notevole riduzione delle pastoie burocratiche ai danni delle imprese), dell'informatizzazione del sistema attraverso moduli on line e sportelli telematici, della tutela dell'ambientale, attraverso il riconoscimento di nuove fasce di rispetto (quali quelle della Rete Natura 2000) e del recupero dell'esistente, al fine di non gravare sui terreni liberi".