Semestrale Eni: produzione fa +0,5%, rosso di 1,24 miliardi

L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha messo in risalto che nella prima parte del 2016 sono stati registrati i primi timidi segnali di ripresa, in un mercato che però continua a rimanere piuttosto debole.

Eni ha archiviato il primo semestre dell'anno con una perdita netta di 1,2 miliardi di euro a fronte di un rosso di 735 milioni di euro dell'analogo periodo del 2015.

Nel secondo trimestre dell'anno il colosso energetico ha registrato un utile operativo adjusted di 0,19 miliardi di euro, in ribasso dell'88 per cento sul corrispondente periodo del 2015. Il risultato adjusted per le continuing operations, vale a dire al netto di voci straordinarie, si attesta invece a -0,27 miliardi, contro quello.

L'operativo adjusted quindi ha registrato una riduzione del 75%, ma bisogna considerare che su questo risultato influisce sia la debolezza del prezzo del petrolio e del gas in Italia, che l'impatto del fermo per l'impianto in Val D'Agri.

Nel dettaglio, secondo Descalzi, i risultati della prima semestrale di Eni confermano che i progetti di sviluppo mantengono le previsioni di tempo e di costo e permetteranno all'azienda di raggiungere un incremento produttivo di oltre il 5% nel 2017. Manteniamo una struttura patrimoniale molto solida fondata sull'autofinanziamento degli investimenti ad un prezzo Brent di 50$/barile.

In base ai risultati conseguiti nel corso del primo semestre del 2016, il consiglio di amministrazione della società ha deliberato la distribuzione di un acconto del dividendo di 0,40 centesimi per azione che sarà messo in pagamento a partire dal prossimo 21 settembre 2016.

L'indebitamento finanziario netto della società al 30 giugno del 2016 è risultato pari a 13,81 miliardi di euro, il ribasso di 3,06 miliardi di euro sul 2015.