Scuola: Giannini (ministro), graduatorie concorsone pubbliche, non serve Anac

Scuola: Giannini (ministro), graduatorie concorsone pubbliche, non serve Anac

La Calabria però non è l'unica regione che ha riscontrato queste percentuali, in tutte le regioni italiane il tasso di bocciati è in costante crescita e i posti vacanti dovranno essere coperti con le supplenze. Abbiamo assunto a tempo indeterminato, durante l´anno appena trascorso, 90 mila docenti e altri 90 mila entreranno in ruolo nei prossimi tre anni, sia per concorso che da graduatorie a esaurimento.

Uno sforzo di normalizzare la scuola che ha visto Stefania Giannini mettere la faccia per lanciare il concorsone che assegna 63.712 posti disponibili a 165.578 aspiranti prof.

Non è del tutto chiaro come questi trasferimenti stiano avvenendo, il tutto è gestito da un cervellone del Miur che in base ai punteggi dei docenti dovrebbe stabilire delle posizioni e assegnare delle sedi in relazione ai loro punteggi. Al Nord c'è stata sempre sovrabbondanza di cattedre rispetto al Sud e questo induceva molti giovani docenti, per superare il precariato, a concorrere per una cattedra lontano da casa.

Vittime del divide et impera e di una assurda guerra tra poveri e di questo sono responsabili anche e soprattutto i sindacati (scansando la pace di qualcuno) che si sono prestati a questo gioco al massacro.

La protesta dei docenti meridionali costretti in dodicimila al trasferimento coatto nelle regioni del nord a causa degli esiti nefasti della mobilità nella scuola continua senza sosta e anche oggi siamo scesi in piazza sia a Palermo che a Napoli, per manifestare il nostro dissenso.

Una beffa che ha scaldato gli animi con blocco del traffico e faccia a faccia con la Polizia in assetto anti-sommossa. Gli stessi docenti, ricordiamo, in considerazione dell'esiguità del numero degli specializzati, saranno certamente assegnati alle classi con incarico annuale.

Una situazione che non risparmia nessuna regione, e di cui vi diamo solo alcuni esempi per rendere chiaro il concetto e i problemi che comportano le bocciature. Il concorso non è stato in grado di trovare i vincitori per cui era stato bandito: i candidati erano pochi, e alcuni di quei pochi sono stati anche respinti, forse frettolosamente. Negli elenchi pubblicati in questi giorni dall'Ufficio scolastico provinciale trevigiano sono più di 300 i nomi degli insegnanti trevigiani di scuola primaria - per adesso il contingente più numeroso - a dir poco in balia della gigantesca lotteria delle assegnazioni delle cattedre a tempo indeterminato. I problemi e i ritardi che hanno comportato le incertezze non vengono prese in esame come fattori di fallimento, come del resto non sono presi in esame i tempi ristretti concessi per svolgere i test. Certamente nessuno concorderebbe sul rendere più facile il superamento del concorso. Chi invece ha ricevuto un punteggio più basso rimane più vicino.

"Questa situazione - ha commentato la Donazzan - mette a grave rischio la normale apertura del prossimo anno scolastico, venendo a mancare ben 468 posti essenziali per il minimo indispensabile e per il corretto funzionamento della scuola veneta".

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Piemonte denunciano anche il perdurare di un'insostenibile situazione di inadeguato riconoscimento e penalizzazione sul piano retributivo del personale scolastico e di tutti i lavoratori pubblici, che può essere risolta solo con un immediato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale.