Scoperta epocale: individuato il gemello della Terra più vicino al nostro Pianeta

Scoperta epocale: individuato il gemello della Terra più vicino al nostro Pianeta

A livello di distanza, Proxima Centauri si trova a quattro anni luce dalla terra, e Proxima B sarebbe nella zona abitabile intorno alla stella. La scoperta è basata su dati raccolti in 16 anni di ricerche.

Se in passato ci si era basati su dettagli e prove indirette, grazie aln nuovo strumento Harps (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) è stato possibile confermare le diverse ipotesi.

Proxima.b ha una massa 1,3 volte quella della Terra, si muove lungo una orbita a 7 milioni di chilometri dalla sua stella (che equivale al 5 per cento della distanza Terra-Sole), e completa un giro in 11,2 giorni. La sua forma, in base alla densità, potrebbe risultare più grande o piccola rispetto al nostro pianeta. "Quello che sappiamo con certezza è che si tratta di un piccolo pianeta, roccioso, nella cosiddetta zona abitabile, ossia la distanza giusta dalla stella per avere acqua allo stato liquido". Decine di missioni spaziali sono partite, durante gli anni, alla ricerca di pianeti che siano simili al nostro e che possano ospitare la vita. Gli astronomi al momento non escludono la presenza di acqua sul pianeta, anzi: affermano che se ci fosse davvero, potrebbe trovarsi nelle zone più soleggiate, cioè nell'emisfero che si rivolge alla stella oppure nella zona tropicale. Il transito permetterebbe di acquisire molte informazioni, come la presenza di atmosfera e acqua liquida.

Proxima b "è il pianeta esterno al Sistema Solare più vicino a noi mai scoperto, una pietra miliare per l'umanità", commenta l'astronoma Isabella Pagano, dell'Osservatorio di Catania dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Dal nostro punto di osservazione, questo movimento fa sembrare che la stella si allontani e riavvicini: la variazione nel modo in cui riceviamo la sua luce può essere sfruttato per capire che a causare tutto questo è un pianeta che le gira intorno (effetto doppler).

Anche l'Europa sarà in prima fila con il suo super telescopio E-Elt (European Extremely Large Telescope): alto come un palazzo di 30 piani, sarà realizzato presso l'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) in Cile dalla Società di aziende italiane ACe (con Astaldi, Cimolai e gruppo Eie come subcontraente), così da entrare in attività entro una decina di anni diventando il più potente dei telescopi ottici e nell'infrarosso.

Questa infografica confronta l'orbita del pianeta di Proxima Centauri (Proxima b) con una regione di simili dimensioni del Sistema Solare.