Salone libro, Torino addio: Aie sceglie Milano

La casa editrice Lindau si dissocia.

Gli editori hanno scelto Milano come città che ospiterà una nuova manifestazione di promozione della lettura a partire dal prossimo anno. Le votazioni si sono chiuse con diciassette votanti a favore di Milano, otto astenuti, e sette contrari. Lo ha deciso l'Associazione italiana editori. "A settembre sono previsti diversi momenti con i soci di ascolto e confronto sul Progetto", ha concluso il presidente, invitando ad "aspettare quel momento per poter giudicare". E ora proprio Motta dichiara: "L'amministrazione e la fondazione di Torino decida di fare quello che vuole". In totale hanno votato trentadue consiglieri su trentasette. Giuseppe Laterza, presidente della casa editrice, ha proposto di realizzare un evento alternativo per la promozione della lettura a Bologna; al voto dell'AIE però non ha partecipato.

In un successivo comunicato l'associazione ha poi inserito alcune precisazioni utili, dal loro punro di vista, per ricostruire tutte le notizie che hanno portato alla scelta di lasciare il Salone di Torino, con l'uscita dalla Fondazione che lo organizza, comunicata sempre il 28 luglio.

"Da italiani bisogna essere felici di come Milano è riuscita a rilanciarsi negli ultimi anni".

L' Aie recederà anche dalla Fondazione per il Libro. L'altro è l'ottima Milanesiana, curata da Elisabetta Sgarbi. Evviva i saloni, evviva i festival, evviva questa macchina che muove tante energie e che fa muovere tanti scrittori e lettori da una parte all'altra dell'Italia. Nell'anno di Mondazzoli era impossibile fare altrimenti?

Al centro del progetto ci sono gli editori. Tutti vogliono partecipare ma alla fine chi compra i libri?

Che il progetto milanese avesse "una marcia in più", lo aveva già anticipato il Sole 24 Ore, che era entrato in possesso dei documenti di presentazione. Si trattava della 29esima edizione.

Non conosco il ruolo che possono aver giocato in questa partita l'assessore alla Cultura e il sindaco di Milano, non intendo comunque assolverli, perchè al truschino hanno partecipato, anche se i veri prepotenti, arroganti, coloro che hanno giocato sporco, sono stati i padroni dell'Associazione Editori, quelli che avevano in mano la carta dei potenti editori.