Rio 2016, nuoto: americana King campionessa olimpica nei 100 rana

Rio 2016, nuoto: americana King campionessa olimpica nei 100 rana

Le gare di nuoto di ieri a Rio 2016 sono state fortemente contaminate dalla protesta contro il doping. E l'appello del Cio al rispetto reciproco rischia di rimanere inascoltato. "E' un giorno triste non solo per il nuoto, ma per tutto il movimento sportivo" ha detto l'atleta più medagliato di sempre. I 100 rana femminili sono stati incandescenti con la 19enne americana Lily King, oro, che non ha risparmiato gestacci e insulti all'indirizzo della russa, argento: "la mia è stata la vittoria dello sport pulito", il messaggio mandato dalla King, che ha trovato il supporto di una leggenda come Michael Phelps. "Permettere ai dopati di gareggiare è una cosa che mi spezza il cuore e mi fa letteralmente incazzare". Filippo Magnini commenta con amarezza il fatto che agli atleti sanzionati in passato per doping sia stato consentito di partecipare ai Giochi.

Nel 2015 ha usato il meldonium, sostanza che è diventata vietata da quest'anno e che ha incastrato la tennista Maria Sharapova, che "per distrazione" ha continuato a prenderlo anche nel 2016, venendo subito beccata.

"Chiediamo agli atleti maggior fair play - ha aggiunto il portavoce del Cio - non solo sul campo ma anche nelle dichiarazioni". La russa, giunta alle spalle della statunitense Lillia King e davanti a Catherine Meili, altra atleta a stelle strisce, gia' all'uscita dalla vasca e' stata sommersa dai fischi dei del pubblico dell'Olympic Aquatics Stadium. Se il Cio l'ha riammessa, ok, ma io non sono d'accordo. "Sono pulita". "La prima volta" della nuotatrice 24enne è stata la squalifica, nel 2013, per essere risultata positiva ad uno steroide, mentre pochi mesi fa le era stata contestata l'assunzione non consentita del meldonium. "Purtroppo chi dovrebbe prendere provvedimenti non li prende, ci dobbiamo convivere e si va avanti così". E' altrettanto chiaro, però, che gli spettatori sono liberi di esprimere il loro pensiero. "L'unica cosa che mi sento di dire è che il clima olimpico non deve essere simile a quello che ogni tanto si vede sui campi di calcio".