Referendum, Giachetti: D'Alema vuole solo abbattere Renzi

Referendum, Giachetti: D'Alema vuole solo abbattere Renzi

Credo che gli spettatori si siano divertiti in quei 40 minuti di spettacolare denigrazione dell'avversario, anche perché il complice mutismo dei due ridanciani conduttori non ha fatto altro che ingigantire gli arrembanti assalti denigratori dell'ospite di turno. Se così fosse non potrebbe certo avere gambe lunghe per provocare reali danni a Renzi. Ai ricchi abbiamo tolto l'Imu e loro ci hanno premiato, ovviamente. "Non è che D'Alema è contro Renzi, i miei rapporti con il segretario sono diventati come lo sono oggi dopo che ero andato a fare un comizio per lui quando era candidato sindaco a Firenze e poi, il giorno dopo, mi sono trovato a leggere la frase secondo cui Renzi vuole rottamare D'Alema". "La gente più povera e il mondo del lavoro non ci vota più perché hanno la sensazione che non sappiamo più difenderli, non per il Ttip di cui non gliene frega nulla".

RITORNO - E se il Pd - gli è stato chiesto - le chiedesse di tornare? Dobbiamo ragionare di un fenomeno che va avanti da 20 anni. E D'Alema? "Non è che c'è una corsa alla primogenitura". Renzi è un tentativo di rispondere a questo problema. Il disgelo dei giorni scorsi sembra incrinarsi di nuovo, anche se - proprio a Catania - si sta pensando di organizzare il dibattito tra Matteo Renzi e Carlo Smuraglia, presidente dell'Anpi nazionale, l'11 settembre.

Gentiloni: esponenti della minoranza si sono disimpegnati, così non si va da nessuna parte "Esponenti della minoranza Pd si sono disimpegnati nella campagna per le amministrative e comportamenti di questo tipo mettono a rischio le fondamenta del partito". E aggiunge: "Non esiste un partito del no né un partito del sì".

Gentiloni: mai mi sarei aspettato di vedere D'Alema nella parte del signor no "La riforma costituzionale persegue gli obiettivi sempre perseguiti da Massimo D'Alema". Siamo ultimi. Diceva il premier: adesso non ce n'è per nessuno. Tuttavia, l'esplicito accostamento dell'attuale riforma a quella proposta da Silvio Berlusconi nel 2005, ampiamente bollata a suo tempo con l'epiteto di "autoritaria", consegue lo stesso risultato. "Tutto mi sarei aspettato meno che discutere con Massimo D'Alema nella parte del signor no alle riforme".

Il suo no al referendum non ha le subordinate della minoranza e D'Alema anticipa il suo uovo di Colombo: deputati ridotti di 250, Senato dimezzato, voto di fiducia solo alla Camera e "un comitato di conciliazione per evitare la navetta, come accade negli Usa, dove c'è il bicameralismo perfetto". Una maggioranza raccogliticcia, di trasformisti. Forse si occupava già di politica estera piuttosto che delle vicende della Costituzione.