Pubblica amministrazione: sì a decreti partecipate e digitale

Pubblica amministrazione: sì a decreti partecipate e digitale

ROMA Riduzione delle società partecipate, riscrittura delle regole per facilitare la strada alle amministrazioni pubbliche per la conversione al digitale e riforma del processo della Corte dei conti.

(Teleborsa) - Il Consiglio dei ministri, ha approvato tre decreti che riguardano la pubblica amministrazione: codice di giustizia contabile, riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche e, modifica e integrazione del codice dell'amministrazione digitale. Nel frattempo, quindi, l'amministrazione digitale può attendere. Dovranno avere un fatturato minimo, in tre anni, di un milione di euro e non potranno avere più di quattro bilanci su cinque in rosso, questi alcuni dei paletti del decreto Madia sulle società partecipate. Sono introdotti interventi di razionalizzazione dei compensi degli amministratori.

Le prossime date da segnare per il riassetto delle partecipate sono due: febbraio 2017 entro cui gli enti dovranno scrivere il piano con l'alienazione, la vendita o l'aggregazione delle società fuori regola e le misure scritte nel piano avranno 1 anno di tempo per essere attuate.

Una novità importante spunta nel testo esaminato ieri dal consiglio dei ministri per le assunzioni di nuovo personale:alle società controllate viene esteso l'obbligo, previsto fin dal 2008 per le aziende di servizi pubblici locali, di definire con provvedimenti autonomi il rispetto dei principi di trasparenza e selezione pubblica nel reclutamento del personale, ma in caso di mancata adozione dei regolamenti si applicheranno direttamente i cardini del concorso pubblico previsti per le Pa dal testo unico del pubblico impiego (articolo 35, comma 3 del Dlgs 165/2001). Trovano poi una nuova definizione gli affidamenti senza gara alle società in house: serve il "controllo analogo", ovviamente, e l'eventuale presenza di soci privati deve essere limitata a quella eventualmente imposta da normative di settore, a patto che comunque i privati non abbiano un'"influenza dominante". Lo scrive in un tweet il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, dopo il via libera del consiglio dei ministri ai tre decreti sulla PA.