Papa Francesco, Angelus oggi 7 agosto 2016: "Il sudario non ha tasche"

Papa Francesco, Angelus oggi 7 agosto 2016:

I carnefici di Aleppo sono anzitutto uomini ridotti, omuncoli che - al pari di molti altri che vediamo agire nella nostra Europa - hanno fatto fuori quel livello di umanità dove l'uomo prende coscienza di sé e della propria sproporzione, ossia la ragione. Ma noi abbiamo un solo padrone, al quale non piace che lo chiamiamo padrone.

"Purtroppo dalla Siria, e in particolare da Aleppo, continuano ad arrivare notizie di vittime civili". È quanto affermato da Papa Francesco durante l'Angelus domenicale a piazza San Pietro. Anche questa volta il pontefice ha collegato il conflitto bellico alla chiusura di cuore e alla mancanza di volontà di pace dei potenti. Commentando il passo evangelico in cui Gesù parla ai discepoli dell'atteggiamento da tenere in vista dell'incontro finale col Signore, il Santo Padre ha osservato che l'attesa di questo momento "deve spingere ad una vita ricca di opere buone".

Prima dell'Angelus invece il Papa si è soffermato sul concetto di attaccamento al denaro: "Possiamo avere tante cose, essere tanto attaccati al denaro, averne tanto ma poi alla fine non possiamo portarlo con noi".

"Per potervi accedere bisogna essere pronti, svegli e impegnati al servizio degli altri, nella consolante prospettiva che, "di là", non saremo più noi a servire Dio, ma Lui stesso ci accoglierà alla sua mensa. Vuole che lo chiamiamo padre, perché siamo figli dell'unico padre".

Un appello che è anche una chiamata ai cristiani, affinché lavorino e lottino giorno per giorno per rendere questo mondo più giusto e meno diseguale: "L'attesa della beatitudine eterna non ci dispensa dall'impegno di rendere più giusto e più abitabile il mondo". Infine, ha concluso, "la nostra speranza di possedere il Regno nell'eternità ci spinge a operare per migliorare le condizioni della vita terrena, specialmente dei fratelli più deboli".