Operazione a Careggi per il piccolo Farid

Operazione a Careggi per il piccolo Farid

Con sé Ahmed ha portato la fotocopia di un certificato medico del fratellino, custodito e protetto come una reliquia preziosa. Come fosse un tesoro.

"La disponibilità immediata dell'ospedale di Careggi, con la dottoressa Calamai e il professor Carini, per accogliere e operare il piccolo Farid, il bambino egiziano di sette anni affetto da piastrinopenia, e l'impegno dell'assessore regionale Stefania Saccardi perché venga garantita ospitalità per lui e per i familiari, sono la dimostrazione della capacità che la Toscana ha di mettere in campo concretamente la solidarietà per il dramma dei migranti" questo il commento del presidente della Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali Nicola Armentano sulla vicenda. Ed estrae la fotocopia con la storia di una creatura affetta da una gravissima piastrinopenia, un malanno provocato da una riduzione nella produzione midollare di megacariociti, come scrivono i medici egiziani che hanno tentato una prima operazione e che per un altro necessario intervento - forse una splenectomia, l'asportazione della milza - chiedono cinquantamila lire egiziane a una famiglia di contadini senza risorse perché, quando il raccolto va bene, ne guadagna tremila in un anno.

Ahmed ha visto di tutto. Una Via Crucis con sosta obbligata in un capannone della spiaggia di Baltim dove Ahmed, non lontano da Alessandria d'Egitto, ha continuato a nascondersi mentre trafficanti e scafisti picchiavano i suoi compagni di viaggio, come sussurra timoroso: "Alcuni derubavano gli uomini, altri afferravano giovani donne trascinate in un magazzino da dove tornavano in lacrime prima della partenza sul barcone..." Pensavo di morire in mare. "Soltanto un sorso di acqua di persona al giorno..."

Come in un consiglio degli anziani, ecco che il piccolo grande Ahmed è riuscito a convincere tutti in famiglia. E il doppio per la seconda operazione. "Lo faremo anche per Farid", ha spiegato. Ho sentito i miei genitori interrogarsi, parlarne con i miei zii. "Vado pure io", ho detto. Anche lo zio che ha firmato le "cambiali": "Delle carte". Il suo unico sogno è quello di poter aiutare il fratellino ma senza elemosine: "Chiedo aiuto ai medici, a qualche medico, all'Italia, ma voglio pagare tutto, lavorando".