Mobilità docenti, Faraone: nessun esodo, numeri raccontano altro

Mobilità docenti, Faraone: nessun esodo, numeri raccontano altro

"Facciamo un po' di chiarezza sulla mobilità dei docenti". Il sistema è stato oberato dalla mole di lavoro che deve gestire e sono stati riscontrati diversi problemi da molti insegnanti e segnalati dai sindacati. "Per la prima volta nella storia del Paese viene presa in considerazione una variabile non considerata prima - aveva affermato - e cioè le competenze degli insegnanti e l'unione di ciò che sono le competenze e ciò che si vuole mettere a disposizione della scuola".

Pare che il Miur abbia utilizzato un software di cui è certo, difatti ha negato che ci siano stati errori, allora perché non diffondere lo schema a blocchi del diagramma di flusso utilizzato per realizzare l'algoritmo, stuzzicano dalla redazione di Professionisti Scuola Network? A parlare, anzi scrivere, è il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, sul proprio profilo Facebook. "Prendiamo il caso della mobilità straordinaria, prevista dalla Buona Scuola. Perché si continuano a portare avanti politiche che impoveriscono gli atenei del Sud e favoriscono l'emigrazione dei nostri giovani laureati più promettenti verso l'estero e le regioni del Nord?".

Il primo settembre 7.000 famiglie verranno smembrate, i docenti dell'Isola dovranno trasferirsi al Nord in seguito al piano straordinario di assunzione, previsto dalla Buona Scuola di Renzi e alla mobilità straordinaria i cui esiti, riguardanti sino ad ora i docenti di scuola dell'infanzia e primaria, stanno smentendo le parole del Premier e di alcuni esponenti del PD nazionale. Proprio per questo riteniamo necessario porre questa vicenda, per la quale non bastano rimedi parziali, all'attenzione della massima autorità di governo, affinché intervenga nei modi che riterrà opportuni per il ripristino, insieme alla regolarità e legittimità delle operazioni di trasferimento, dei diritti delle tante persone ingiustamente danneggiate nella scelta della propria sede di servizio, oltreché della fiducia nelle istituzioni che atteggiamenti come quelli denunciati, farebberovenire meno. A scendere in piazza anche molti ultracinquantenni che, dopo decenni di insegnamento, saranno costretti a spostarsi in altre regioni d'Italia abbandonando famiglia e affetti. "È un impegno che abbiamo preso e che manterremo anche per chi oggi si vede costretto a partire". "La situazione è, comunque, ben diversa rispetto al passato - scrive ancora Faraone - quando i docenti, condannati a un precariato senza termine, erano costretti a muoversi, ma senza alcuna certezza". Chi si sposta oggi lo fa invece con un contratto a tempo indeterminato in tasca, con maggiori tutele e la possibilità di programmare la propria vita su basi più certe.

Fra le strade percorse si profila quella di trasformare l'organico di fatto in organico di diritto, così da poter disporre di una platea più ampia di posti per la mobilità e le immissioni in ruolo. Ma non si può non riconoscere al governo l´impegno e la volontà di dare stabilità al nostro sistema d´istruzione, senza dimenticare il ruolo e la dignità della classe degli insegnanti. Questo - conclude il post - significa andare oltre i numeri e i titoli scandalistici.