L'imperatore Akihito come Benedetto XVI: pronto ad abdicare perché stanco

L'imperatore Akihito come Benedetto XVI: pronto ad abdicare perché stanco

E' la seconda volta che Akihito si rivolge al paese, dopo l'intervento del 2011 in seguito al terremoto e allo tsunami che avevano colpito il paese. Questo fatto evidenzia la solennità e l'importanza delle comunicazioni che l'Imperatore ha voluto trasmettere al Paese. "Sono preoccupato per la difficoltà di esercitare le mie funzioni come simbolo dello Stato" ha infatti dichiarato Akihito. Ma l'attenzione del pubblico giapponese si e' centrata soprattutto sui problemi di salute della moglie, la principessa Masako. Lungo il suo regno, Akihito che ha studiato Scienze politiche alla prestigiosa università di Gakushuin, si è sforzato di chiudere le ferite aperte dalla guerra attraverso pellegrinaggi ai luoghi delle atrocità commesse dall'esercito nipponico in Asia, accompagnato dalla moglie Michiko. "Mentre, essendo nella posizione dell'imperatore, devo astenermi dal fare qualsiasi commento specifico sul sistema imperiale esistente, vorrei dire quello che, come individuo, penso". Dopo la morte di Hirohito, il principe Akihito, primo di cinque figli maschi, ascese al trono il 12 novembre del 1990, diventando il 125esimo monarca del Giappone. Penso, d'altronde, che l'Imperatore debba avere una profonda consapevolezza del suo ruolo come Imperatore. L'abdicazione non è un tabù nella storia della dinastia più longeva al mondo. L'eventuale incapacità di svolgere le funzioni di Tenno, generalmente, viene sopperita con la nomina di un reggente. L'attuale Tenno, tuttavia, ha esplicitamente detto che non gradisce questa soluzione. Akihito è stato sempre molto apprezzato perché, nonostante fama e potere, si è sempre comportato come una persona normale. "Accogliamo con serietà le parole di sua maestà l'imperatore e ci dovremo riflettere profondamente", ha detto Abe.

Tutto questo complesso e antico rituale, si svolgerebbe in contemporanea alle procedure di successione, bloccando di fatto le attività dell'istituzione imperiale. "Mi sono chiesto cosa avrei potuto fare per lo stato, per il popolo e i miei successori". In questo senso, l'Imperatore ha passato chiaramente il compito al governo. Il tema è particolarmente delicato per diversi settori della politica. Secondo alcuni osservatori, il governo ha ora il compito di rendere normativamente possibile un passaggio di consegne che appare ora desiderato dall'Imperatore stesso. La possibilità d'inserire l'istituto dell'abdicazione nella normativa, comunque, non pare turbare la società nipponica.