Libia, Gentiloni: "Non abbiamo missioni militari sul territorio libico"

Libia, Gentiloni:

La situazione sul terreno libico è in continua evoluzione. Si combatte anche a Tripoli e a Misurata.

4. Quanti italiani sono in Libia e dove sono operativi? Sullo sfondo ci sono ancora forti tensioni tra il Gna e il Governo di Tobruk (dietro il quale c'è l'ingombrante figura del generale Khalifa Haftar). Una vera e propria catastrofe umanitaria che si va a unire ai terribili scontri che si stanno consumando nei principali quartieri. "Mi auguro che queste preoccupazioni legittime non si tradurranno in una tentazione a dividere la Libia in due", dichiara Gentiloni, secondo cui "sarebbe una minaccia per l'Italia, una tragedia per la Libia e un grosso errore per l'Egitto". La ong parla di una decina di attacchi che hanno provocato anche circa 70 feriti. Secondo al-Ghasri, il coinvolgimento statunitense è limitato ai raid aerei. Gli interessi in gioco, del resto sono tanti. "Qui non si sta parlando di invio di truppe, ma di operazioni umanitarie". Ma anche, in particolare, dell'Italia che "è tradizionalmente il nostro Paese amico".

Come ha spiegato Lorenzo Cremonesi sul Corriere, il complesso di Ouagadougou era stato voluto dall'ex presidente libico Muammar Gheddafi per simboleggiare il rapporto privilegiato della Libia con gli altri paesi africani. Le dichiarazioni di al Ghasri giungono dopo le notizie di stampa sulla presenza di membri delle forze speciali italiane in Libia in qualità di istruttori delle forze fedeli al governo del premier Fayez al Sarraj. I piani militari sono ormai pronti da tempo. Che, però, aggiunge: "Tuttavia è chiaro come la caduta di Sirte e l'impegno dell'Italia per la soluzione della crisi libica rappresentino uno scenario che ci mette al centro dell'attenzione del gruppo jihadista e delle sue divisioni media". La notizia circola con insistenza dal pomeriggio di ieri e troverebbe conferma da parte di fonti istituzionali. Il primo è lo scenario.

Ecco, il nodo della questione forse è questo: non bisogna affermare o confermare che ci siano militari non libici sul territorio libico.

Il premier designato sottolinea come "di fronte alle difficoltà e ai problemi che i cittadini devono affrontare e che non possiamo ignorare, noi del Consiglio presidenziale abbiamo preparato una delega temporanea a tutti i ministri affinché assumessero i propri incarichi con pieni poteri e competenze". A essere coinvolto per ora sarebbe un piccolo numero di militari americani che si sarebbe unito alle forze speciali britanniche già schierate sul campo. Mentre il Daesh, per lo stesso motivo, continuerebbe invece a proliferare arruolando nuovi jihadisti. Il governo di Matteo Renzi riuscirà a dare risposte a questi dubbi? Rispondono all'Aise, il nostro servizio segreto per la sicurezza esterna, così come deciso da Palazzo Chigi, dopo un passaggio parlamentare a novembre, con decreto del 10 febbraio scorso: i nostri soldati così hanno le garanzie degli agenti segreti, comprese alcune immunità, e non rispondono allo Stato maggiore della Difesa. Non si scherza con la guerra.