La svolta di Renzi: "Comunque vada il referendum si voterà nel 2018"

La svolta di Renzi:

"Comunque vada il referendum si vota nel 2018": dal salotto della Versiliana, a Marina Di Pietrasanta Matteo Renzi ribadisce l'errore commesso nel personalizzare troppo il referendum e chiarisce che il risultato della consultazione popolare non sarà un terremoto: "Le elezioni ci saranno nel 2018". Sulla polemica con l'Anpi ha tagliato corto, operando una chiara apertura: "Invito il presidente dell'Anpi ad una delle Festa dell'Unità in Emilia-Romagna la prossima settimana per discutere con me di referendum". Puntando il dito principalmente contro Massimo D'Alema: "Il Pd vota sì, poi chi vuole votare no lo faccia, non è che lo si può rincorrere con i forconi".

"Tutti gli italiani dovrebbero essere orgogliosi che l'appuntamento sia in uno dei luoghi simbolo del nostro Paese".

EUROPA DI SPINELLI. "L'Europa smetta di essere solo l'Europa della finanza e delle banche ma torni ad essere quella di Altiero Spinelli". Ma il premier replica: "E' una bella figura di Collodi e va a finire anche bene". "È impossibile continuare a dire che non vogliamo confronto". "Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni e alle critiche dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e dei circoli", aveva scritto Renzi dopo l'esito dei ballottaggi alle amministrative. Ora D'Alema è in compagnia di Berlusconi e Salvini, si sono ritrovati. "Bisogna dare più soldi ai pensionati - ha aggiunto - il rubinetto del deficit noi lo teniamo più chiuso degli altri, noi si è fatto il 2,3 del deficit, rispetto ai governi precedenti e a Francia, Spagna". Lui pesca sempre la carta di attaccare quello più vicino, prima è toccato a Prodi.

ECONOMIA - "L'economia non va benissimo, è ripartito il mercato del lavoro. Probabilmente anche noi quando sorridevamo di Berlusconi abbiamo sbagliato E contemporaneamente dico che c'è grande bisogno che l'Italia tutta intera possa portare un suo contributo all'Ue". Se D'Alema vuole fare la battaglia per difendere le poltrone e magari tornare in Parlamento, auguri. Anche se fonti della maggioranza danno una lettura meno immediata delle sue parole, spiegando che il premier intendeva dire che si voterà nel 2018 perché è assolutamente convinto che la riforma costituzionale verrà premiata dagli elettori con un sì. La questione dei migranti, "io lo so che ho perso dei voti ma quando vedo un bambino che rischia di annegare la prima cosa che penso è che quel bambino deve essere salvato".