Il vescovo di Noto va alla guerra contro i Pokemon

Il vescovo di Noto va alla guerra contro i Pokemon

Tra questi vi troviamo anche il Vescovo di Noto, comune italiano di 23 913 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia, il quale ha espresso parole piuttosto dure e critiche nei confronti di tale gioco definendolo " diabolico" oltre che "un sistema totalitaristico come quello nazista che crea allarme sociale".

Il vescovo non si ferma solo alla condanna verbale, infatti ha dichiarato di essere pronto ad intraprendere un'azione legale per "preservare la sicurezza sociale degli uomini e delle donne della Terra". Davvero un gioco di questo tipo rappresenta un pericolo, oppure si tratta della "solita" crociata contro i videogame? Antonio Staglianò contro i Pokemon continua. Ecco perché, da tutto il mondo, giungono notizie di persone che compiono azioni avventate mentre sono completamente immersi nel gioco: un ragazzo francese è entrato in una base militare in Indonesia, un turista tedesco ha scavalcato la recinzione entrando di notte nel Colosseo, due ragazzi canadesi hanno sconfinato negli Usa e sono stati arrestati, una 19enne è stata sorpresa mentre guidava contromano a Firenze. Il direttore dell'Istituto di Gestalt HCC Italy paragona quindi l'app alla grande diffusione dell'LSD negli anni Settanta: "L'uso di questo allucinogeno - spiega - era sostenuto dall'idea umanistica di sviluppare il potenziale umano".

News Noto: il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, non apprezza la nuova app Pokémon GO, che da qualche mese impazza nel nostro paese e che vede gruppetti di giovani riunirsi in angoli delle nostre città per catturare virtualmente i pokemon.