Furia Mediaset, richiesta miliardaria ai francesi di Vivendi

Furia Mediaset, richiesta miliardaria ai francesi di Vivendi

Come prevedibile, il consiglio di amministrazione di Vivendi ha gettato ulteriore benzina sul fuoco nello scontro sulla mancata acquisizione di Mediaset Premium. Il report di Deloitte menzionato da Vivendi è soggettivo e di parte, commissionato dall'acquirente senza l'approvazione di Mediaset. Il gruppo francese approfittando della presentazione della semestrale, chiusa con 5,044 miliardi di ricavi e un utile netto di 911 milioni, ha accusato gli italiani di aver fornito cifre di Mediaset Premium non realistiche e che "posano su una base aumentata artificialmente" (i 2 milioni di clienti raggiunti a colpi di sconti e promozioni che hanno già fatto schizzare le perdite nel primo semestre dell'anno), Fininvest che ribatte definendo "stupefacente" l'atteggiamento del gruppo francese e ribadisce "l'assoluta linearità e correttezza dei comportamenti suoi e della controllata Mediaset" e continua a chiedere che Vivendi adempia agli "accordi contrattuali vincolanti stipulati". Così il gruppo francese nella nota sui conti trimestrali in merito alla vicenda Premium.

Altro che pace. Vivendi non arretra di un millimetro, anzi contrattacca senza mezzi termini.

Mediaset e Fininvest hanno lanciato attacchi mediatici dannosi per gli interessi e l'immagine di Vivendi quando c'erano ancora contatti in corso.

Non tarda ad arrivare la replica di Mediaset, che definisce quanto affermato da Vivendi "destituito da ogni fondamento giuridico e commerciale".

Vivendi aggiunge: "Secondo i documenti esaminati in modo informale a questo punto sulla causa di Mediaset, la prima udienza della procedura non si terrà prima del 27 febbraio 2017; la Commissione Ue, invece, non accetterebbe di occuparsi formalmente del dossier fintanto che le parti discutono i loro punti di divergenza e in ogni caso il via libera della Commissione potrebbe non essere ottenuto prima del 30 settembre, data alla quale l'accordo decadrebbe". La società francese, notano gli analisti dell'istituto britannico, tratta attualmente a un multiplo di 13 volte in termini di enterprise value/ebitda e quindi con un premio del 9% rispetto al settore (il multiplo medio è 11,9). E in particolare, "i dati consegnati da Mediaset a Vivendi oltre un mese prima della firma sono veri, realistici e inconfutabili - si legge nella nota del gruppo milanese - E' sulla base dei dati pienamente condivisi da Mediaset e Vivendi che l'accordo è stato chiuso". Mediaset ha ribattuto che il contratto concluso l'8 aprile non è un preliminare, come vorrebbero far credere le argomentazioni di Vivendi, ma un testo definitivo e irrevocabile firmato dall'amministratore delegato del colosso francese, Arnaud De Puyfontaine.