Eni: utili in perdita, pesa debolezza dei prezzi del petrolio

Il primo semestre si chiude con una perdita netta complessiva pari a 1,24 miliardi, contro l'utile di 735 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Vale la pena di entrare nei dettagli per seguire la parabola del colosso energetico italiano.

Sempre nei primi sei mesi dell'anno, il flusso di cassa netto del gruppo derivante dalle attività operative, è risultato pari a 3,1 miliardi di euro. In particolare, ha spiegato, 'la produzione di idrocarburi supera le attese compensando il fermo delle attivita' in Val d'Agri e le interruzioni di produzione in Nigeria. La perdita netta trimestrale adjusted è di 290 milioni di euro rispetto all'utile netto adjusted delle continuing operations su base standalone di 0,51 miliardi del secondo trimestre 2015.

Per quanto riguarda gli introiti derivanti da dismissioni, sono risultati pari a 0,95 miliardi di euro. Questi flussi hanno coperto parte dei fabbisogni relativi al pagamento del saldo dividendo 2015 agli azionisti Eni (1,44 miliardi), agli investimenti tecnici del semestre (4,88 miliardi) e all'aumento di capitale sociale di Saipem. Il leverage e' diminuito a 0,26 al 30 giugno 2016 rispetto a 0,29 al 31 dicembre 2015.

Milano - Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha commentato: "Nel primo semestre 2016, in un mercato debole con primi segnali di ripresa, Eni ha conseguito risultati di rilievo". I progetti di sviluppo mantengono le previsioni di tempo e di costo e consentiranno un incremento produttivo di oltre il 5% nel 2017.

Descalzi ha infine sottolineato che la società continua a mantenere una struttura patrimoniale piuttosto solida, confermando la proposta al Consiglio di Amministrazione di distribuire un acconto sul dividendo di 0,40 euro per azione.