Eni perdita primo semestre

La major petrolifera chiude il secondo trimestre con una perdita netta delle continuing operations - che includono anche la chimica di Versalis dopo lo stop delle trattative per la cessione del 70% al fondo Usa SK Capital - in rosso per 450 milioni di euro, in sensibile peggioramento rispetto all'utile di 498 milioni dello stesso periodo 2015 a causa della debolezza strutturale del mercato petrolifero e del persistente eccesso di offerta e di capacità nei settori europei del gas e della raffinazione.

Il risultato netto adjusted evidenzia una perdita di 0,27 miliardi.

Nel primo semestre del 2016, Eni ha registrato un utile operativo adjusted di 0,77 miliardi di euro.

L'indebitamento finanziario netto della società a fine giugno è risultato pari a 13,81 miliardi di euro, in calo di 3,06 miliardi di euro rispetto all'analogo periodo del 2015. "Complessivamente - spiega l'Eni - lo scenario prezzi delle commodity ha penalizzato la performance operativa del trimestre per 1,4 miliardi di euro", mentre nel semestre ha inciso per 2,8 miliardi.

Soddisfazione è stata espressa da parte dell'amministratore delegato del Gruppo, Claudio Descalzi, sottolineando che la produzione di idrocarburi ha superato le attese, compensando in tal modo i rallentamenti registrati in Val D'Angri e in Nigeria.

I progetti di sviluppo della società, secondo quanto indicato dal management, permetteranno una crescita della produzione di oltre il 5 per cento nel corso del 2017. Su queste basi - ha concluso - confermero' la proposta al CdA di un acconto dividendo pari a 0,40 euro per azione'.

"Manteniamo una struttura patrimoniale molto solida - prosegue Descalzi - fondata sull'autofinanziamento degli investimenti ad un prezzo Brent di 50$/barile". Il gruppo petrolifero continua ad attendersi per il 2016 un livello produttivo stabile rispetto al 2015, nonostante l'impatto del fermo in Val d'Agri.