Disastro ferroviario Andria-Corato: Procura, "Nessun segno frenata"

Disastro ferroviario Andria-Corato: Procura,

Sono risultati difformità cronologiche e disallineamenti tra le registrazioni delle due memorie di bordo presenti sui convogli coinvolti; ci sono verifiche sulle potenzialità di controllo del centro coordinatore del traffico della Ferrotramviaria di Bari-Fesca. Questo quanto emerso stamane nell'incontro con i giornalisti convocato dal pool di pm della procura di Trani che sta conducendo l'inchiesta sul disastro ferroviario della Bari Nord verificatosi un mese fa.

I macchinisti non misero in atto nessuna manovra di emergenza per fermare i rispettivi convogli prima del terribile schianto costato la vita a 23 persone perché non si accorsero di nulla e quindi non ci fu alcuna frenata.

"È una tragedia quella che è successa e siamo distrutti, il procuratore ha avuto parole di consolazione ma dicono che siamo a metà strada" ha affermato Michela Merra, sorella di Benedetta, un'altra delle vittime dello scontro tra i due treni. Lo ha riferito per la Procura il facente funzione procuratore della Repubblica del Tribunale di Trani, Francesco Giannella, a un mese esatto dalla tragedia.

Il procuratore Giannella ha confermato che i due treni, Et 1021 e Et 1013, si sono scontrati a una curva: quello proveniente da Corato "viaggiava a circa 100 chilometri orari" e "aveva appena disimpegnato la curva"; mentre quello proveniente da Andria "procedeva a 87/90 chilometri orari e si stava per immettere nella curva".

Sono sei gli indagati: Massimo Nitti direttore generale di Ferrotramviaria, Gloria Pasquini presidente di Ferrotramviaria, Michele Ronchi direttore di esercizio, Alessio Porcelli e Vito Piccarreta capistazione di Corato e Andria e il capotreno Nicola Lorizzo. Un altro elemento importante dell'inchiesta è quello legato alla sicurezza ferroviaria delle reti in concessione. "Ci sono acquisizioni di dati in corso, stanno emergendo cose interessanti, anche testimonianze".