Caffè, impossibile resistervi: è scritto nel Dna

Caffè, impossibile resistervi: è scritto nel Dna

Una variante genetica riduce la capacità di metabolizzarlo e spinge a consumarne meno.

Quanto amate il caffè?

Ogni persona è stata sottoposta all'analisi del codice genetico e a un questionario relativo alle precise abitudini di assunzione del caffè. Uno studio effettuato per buona parte a Trieste, anche grazie alla collaborazione di carattere tecnico e operativo dell'azienda illy, che ha interessato in particolare sei paesini del Friuli Venezia Giulia: San Martino del Carso, Illegio, Sauris, Resia, Erto e Casso e Clauzetto. Anche in questo caso hanno osservato che la variante genetica influenzava il consumo di caffè, anche se stavolta la differenza relativa al numero di tazzine consumate quotidianamente è stata leggermente inferiore. I ricercatori hanno infatti replicato lo studio in un gruppo di 1.731 persone dei Paesi Bassi.

Il caffè nostra croce e delizia rimane a tutt'oggi la bevanda più consumata al mondo ma si sa che noi italiani ne abbiamo una passione se possibile ancora più smodata ma c'è anche chi il caffè lo detesta e sembra che a regolare questo gusto sia il nostro stesso dna secondo recenti studi scientifici coordinati da Nicola Pirastu, dell'università di Edimburgo, e pubblicati su Scientific Reports. Tuttavia nuove ricerche dovranno chiarire proprio il meccanismo che mette in relazione il gene PDSS2 con il consumo specifico di oro nero. Tutte le volte che il gene in questione non viene attivato in modo adeguato la caffeina tende a rimanere nell'organismo per molto più tempo, dunque non si sente il bisogno di assumerne altra.

Se la tendenza è ampiamente nota in materia di gusti e sensazioni olfattive, pare che il nesso causale che lega Dna ad alimentazione assuma connotazioni quasi deterministiche quando entra in gioco il caffè e che l'impossibilità di svegliarci senza il caldo aroma di un espresso si trovi scritta a caratteri cubitali nei nostri geni in qualità di Italiani, popolo per il quale l'arte del caffè ha assunto le tinte di un autentico culto ancestrale.

Il team ha scoperto che le persone con una variante del gene "PDSS2" tendono a consumare meno tazze di caffè rispetto a quelle persone che non hanno questa variante.