Borsa: Milano chiude a -2,76%, Mps scivola a -16%

Borsa: Milano chiude a -2,76%, Mps scivola a -16%

Il Ftse Mib guadagna l'1,4% a 17.074 punti, sostenuto dalle banche dopo l'esito degli stress test. Mps guadagna il 6,1% a 0,32 euro in avvio, dopo l'edito degli stress test e il piano di rilancio.

Le altre banche: Banco Popolare segna un balzo del 5,72% a 2,66 euro.

La Borsa di Milano inverte la rotta e dopo l'andamento positivo della prima parte della mattinata passa in negativo trascinata giu' dalle banche con il Ftse Mib a -0,48% a 16.766 punti e l'All Share a -0,26%. Il mercato l'ha presa bene ma "obbligare" gli azionista ad un ennesimo aumento di capitale (VEDI QUI) potrebbe portare a dei drammatici insuccessi, ancor di più se consideriamo poi il piano di dismissioni degli NPL al 33% che è sulla carta e che è tutto da concretizzare (se si concretizzerà...)anche perché si dà per scontato il contributo di certe casse previdenziali (socializzazione del problema, o forse delle perdite?) che ovviamente non sono così tranquille...

Il parametro di riferimento su cui basare il giudizio è quello di un CET 1 (il rapporto tra il capitale di cui dispone la banca e le attività ponderate per il rischio) del 5,5%, soglia sotto la quale la tenuta della banca è considerata a rischio. "Mette a nudo alcune criticità, ma ce ne sono altre molto complesse che non possono e non devono essere sottovalutate". Come, pure, frutto della politica italiana è - lo ha ammesso lo stesso premier nell'intervento già citato - il fatto che "la nostra economia reale è quella che tra il 2009 e il 2014 in Europa ha perso più di tutte".

Occorre anche evidenziare che lo scenario avverso che viene preso in considerazione, prevede un crollo del Pil di quasi il 6 per cento rispetto a quanto stimato nello scenario base.

Intanto, via libera all'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps.

Come anticipato si è salvata dalle vendite Banca MPS (+0,58%) che comunque ha concluso la seduta sul minimo di giornata.

Lo annuncia la banca senese, precisando che le banche che interverranno sono JpMorgan e Mediobanca (Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners) e Santander, Bofa Merrill Lynch, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs (Co-Global Coordinators e Joint Bookrunners). Se solo l'Eba avesse scelto un periodo differente (per esempio due anni, come negli Usa), la situazione effettiva delle banche sarebbe stata identica ma il quadro sulla loro situazione patrimoniale sarebbe oggi totalmente differente. C'è poi un altro fattore che potrebbe avere ripercussioni: la mossa che la Bce potrebbe compiere in tema di capitalizzazione ed eventualmente di ricapitalizzazione. In particolare, casse di commercialisti, ingegneri e architetti non sono d'accordo sul piano di partecipazione al salvataggio del sistema bancario italiano.