Allarme cinghiali in Calabria: nel corso degli ultimi dieci anni sono raddoppiati

Gli agricoltori della provincia di Siena hanno portato in Piazza Duomo una coppia cinghiali come simbolo dell'esasperazione del mondo. "Esasperati, delusi, arrabbiati", in migliaia protesteranno insieme agli allevatori per protestare contro il proliferare incontrollato degli ungulati, cinghiali, daini, caprioli, volatili ma anche predatori, lupi e canidi, che devastano le coltivazioni, falcidiano i greggi, mettono a rischio la sicurezza del territorio e rappresentano sempre più un pericolo per la collettività e soprattutto per chiedere l'applicazione della legge obiettivo per gli ungulati (L.R. 10/2016) che fin qui ha disatteso tutte le aspettative. E' stata allestita una esposizione con la top ten delle specialità alimentari distrutte e centinaia di trattori si sono schierati sul Lungarno Aldo Moro. Anche in un'ottica di finanziamenti con il nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, gli imprenditori agricoli, delle zone collinari e interne, a causa dell'invasione dei cinghiali potrebbero andare incontro a danni rilevanti che possono mettere a serio rischio il piano di investimento. Firenze è stato scelta come sede della manifestazione nazionale in quanto la Toscana è la regione più colpita dal fenomeno. "Non c'è altra soluzione se non quella di scendere in piazza nuovamente. - commenta Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa - Il numero di esemplari che popolano i nostri boschi è fuori controllo".

"E' fondamentale - spiega Cristiano Genovali, presidente di Coldiretti Lucca - che le istituzioni dimostrino, con atti concreti, che esiste una piena presa di coscienza della gravità della situazione ed una precisa volontà di utilizzare tutti i possibili strumenti di intervento, superando ogni incrostazione e complicazione di ordine burocratico ipotizzando, laddove necessario, anche modifiche dell'attuale legislazione. Noi ci vogliamo riprendere il territorio". Dal 2004 a luglio 2016 - stima Coldiretti Lombardia - fra incidenti stradali e campi devastati, il bilancio dei danni a livello regionale ha sfiorato i 17 milioni di euro, con una media di duemila attacchi all'anno. L'obiettivo dell'attività agricola e di allevamento - conclude la Coldiretti - non è, infatti, ottenere risarcimenti (che peraltro non coprono oggi che una piccola parte del danno, senza tenere in considerazione la perdita di quote di mercato né il valore del prodotto trasformato), ma fare impresa, producendo per i cittadini e non per animali selvatici e predatori. Un problema che - denuncia Coldiretti - mette a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole, ma anche l'assetto idrogeologico e lo stesso ecosistema. Secondo un'analisi Coldiretti su dati Aasps nel 2015 si sono registrati 214 episodi gravi di sinistri con animali dove hanno perso la vita 18 persone e 145 sono rimaste ferite.