Addio a Tommaso Labranca teorico del trash ed editore

Addio a Tommaso Labranca teorico del trash ed editore

Si è spento improvvisamente nella sua casa il saggista, scrittore ed editore Tommaso Labranca (1962-2016). A dare la notizia è stato questa mattina lo scrittore giallista Giann Biondillo con un articolo sul sito Nazione Indiana. Aveva debuttato negli anni Ottanta come traduttore e poi era arrivato il successo con i libri "Andy Warhol era un coatto" ed "Estasi del pecoreccio" (Castelvecchi). Negli Anni Novanta invece, periodo che in una recente intervista rilasciata a XL ha definito il decennio peggiore del secolo soprattuto a causa dei "coetanei che vestivano come agenti immobiliari o vallette televisive, parlavano solo di "bolla speculativa della new economy" e sembravano avere molti soldi", aveva autoprodotto la fanzine Thrashware aveva fatto parte del gruppo degli scrittori cosiddetti "cannibali" assieme ad Aldo Nove, Niccolò Ammaniti, Isabella Santacroce e Tiziano Scarpa con i quali nel 1997 dà vita al movimento artistico del Nevroromanticismo. Milo Miler, un caro amico dal Ticino, in lacrime, mi ha detto che questa notte è mancato Tommaso Labranca.

In tv ha dato un enorme contributo come autore e co-conduttore al programma cult Anima Mia, che consacrò la coppia Fabio Fazio e Claudio Baglioni su Rai2.

Tommaso era di una intelligenza lucida e geniale.

Labranca prendeva in giro tutti, gli elzeviristi pensosi, i romanzieri impegnati, i peracottari dell'arte contemporanea, ma soprattutto ce l'aveva con la Cultura, cioè con la retorica idiota che avvolgeva e avvolge, specie in Italia, il discorso sulle arti. Gli ultimi suoi lavori sono stati Gigi, questo sono io - varietà di Gigi D'Alessio sull'ammiraglia Rai - e Wikitaly di Enrico Bertolino.

Il suo ultimo libro è Vraghinaroda.