Turchia: Erdogan, mio cognato mi ha avvertito del golpe

Turchia: Erdogan, mio cognato mi ha avvertito del golpe

"E' chiaro che non sta in cielo in terra di continuare un qualsiasi percorso negoziale con un Paese che reintroducesse la pena di morte, visto che tra i principi dell'Unione europea c'è ovviamente l'abolizione della pena di morte", ha affermato il ministro riferendosi alla Turchia. Le autorità turche hanno incriminato formalmente 99 dei 260 generali del Paese, per il loro presunto ruolo nel fallito golpe militare. "Feto, cane del diavolo, impiccheremo te e i tuoi cani al vostro stesso guinzaglio", recita lo striscione con accanto due ritratti del presidente Recep Tayyip Erdogan. Il Consiglio per l'alta educazione ha imposto il divieto di espatrio a tutti i professori, all'indomani di un'altra misura restrittiva, cioè la richiesta di dimissioni di 1.577 decani degli atenei del Paese. L'Accademia è nel mirino anche perché il ministero dell'Istruzione era vicino a Gulen.

E in queste ore tra Ankara e Washington - che sta vagliando i dossier inviati da Ankara - si registra una forte tensione dopo che il segretario di Stato americano John Kerry ha dichiarato che gli Stati Uniti non potranno estradare Gülen se non saranno presentate per vie legali prove inconfutabili delle sue responsabilità e che "la Nato vigilerà sul comportamento democratico della Turchia". La "purga" sta colpendo anche il mondo della scuola, con 21.000 docenti a cui sarebbe stata tolta la licenza di insegnare.

Se è vero che si è trattato di un tentativo effettivo e non di una montatura, il primo nome fatto da tutti è quello di Fethullah Gülen, rappresentante di un islam più moderato ma anche di con vasti interessi economici nella nazione. Erdogan ha detto che "qualunque cosa ne pensino costruiremo una caserma in stile ottomano sulla piazza". C'è più attenzione da parte dello Stato.

Nella seconda metà degli anni '90, l'imam è uno dei primi sostenitori di Erdogan, allora sindaco di Istanbul; al futuro presidente Gulen mette a disposizione la rete del suo movimento Hiznet e la sua influenza. Sempre l'Ansa il 12 febbraio scriveva: "Sono 619 i membri del Pkk curdo uccisi dalle forze di sicurezza turche in quasi due mesi di operazioni militari a Cizre, nella provincia sudorientale a maggioranza curda di Sirnak, di cui il governo ha annunciato ieri la conclusione". Stando alle parole di Turkkan, anche altri comandanti hanno rifiutato di prendere parte al tentativo di putsch.

Inoltre Recep Tayyip Erdogan, che non ha mai tollerato la minima critica, nell'intervista ad al Jazzera si è rivolto a brutto muso al ministro degli Esteri francesi, Jean-Marc Ayrault, invitandolo "a pensare agli affari suoi".

Sono diventati intanto ormai 50 mila gli epurati dopo il tentato golpe. Si respira un clima di repressione evidente e una delle minacce che incombono riguarda le donne, la loro libertà di circolare per le strade a volto scoperto e di indossare abiti occidentali.

Sono più di 15mila gli insegnanti pubblici sospesi in seguito al fallito golpe.

Nel documento "si esprime sgomento per gli annunci sulle numerose perdite di vite umane; manifesta preoccupazione e sdegno per le notizie relative alla destituzione e all'arresto di oltre 2700 magistrati sulla base del sospetto di collegamenti con gli ispiratori del tentato 'colpo di stato'".