Trash-chic, imbucata speciale al concerto di David Gilmour a Pompei

Trash-chic, imbucata speciale al concerto di David Gilmour a Pompei

45 anni dopo la leggendaria esibizione con i Pink Floyd, David Gilmour è tornato a Pompei per un live suggestivo e dal sapore speciale.

La scaletta è stata rispettata fino al terzo brano: "5 A.M.", poi "Rattle that Lock" con le suggestive immagini di un angelo caduto e, terzo, "Faces of Stone".

Palco sobrio ma essenziale, con al centro un grosso schermo circolare, luci ad effetto, atmosfera psichedelica, vibrazioni lunghissime e potenti in una location irripetibile come il Circo Massimo, in una bellissima sera d'estate. Prima del concerto-evento, il sindaco Ferdinando Uliano ha conferito al musicista la cittadinanza onoraria, un'iniziativa nata dall'impegno dell'Associazione Live at Pompeii che ha lanciato una petizione affinché l'artista ricevesse le chiavi della città.

Il concerto è proseguito sulle note di "High Hopes" e "Us and Them" per arrivare a uno dei pezzi più attesi e emozionanti, "Shine on your Crazy Diamond", anche se non sono mancati apprezzamenti per brani come "The blue" o "Money".

Il tributo di Pompei a Gilmour non si è risolto nell'abbraccio degli Scavi. Giovani ed ex giovani dal Cile, dall'Egitto, dal Brasile, dal Giappone e da tutta Italia che hanno scelto Pompei perché "è qui che i Pink Floyd nel 1971 hanno fatto la storia".

Non sarà la folla oceanica degli stadi - si pensi agli spettatori del concerto di Bruce Springsteen allo stadio San Siro di Milano - ma i 2500 possessori di biglietti per il concerto di ieri di David Gilmour a Pompei possono dire di avere assistito a un piccolo pezzo di storia della musica.