Salone del Libro, gli editori: "Coincidenza di intenti con Milano"

Salone del Libro, gli editori:

Oggi anche il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha difeso la torinesità del salone: "La storia, il marchio, il successo di 30 edizioni, il know how, la credibilità internazionale, cose ampiamente affermate" ha detto ricordando anche "i costi complessivi più bassi che a Milano" e che lo "skyline che si vede dal Lingotto non è paragonabile a quello che si vede da Rho Fiera".

È guerra aperta tra Milano e Torino: il capoluogo lombardo infatti potrebbe ospitare un festival del libro, alternativo al Salone che ogni anno si svolge all'ombra della Mole Antonelliana.

Ormai è da mesi che gli editori italiani, o meglio gran parte dei settori del mondo editoriale italiano, sono ostili alla più recente gestione del Salone del Libro di Torino. Ai domiciliari Antonio Bruzzone, dirigente di Bologna Eventi, e indagato anche l'ex assessore alla cultura del Comune di Torino Maurzio Braccialarghe. "Fuga di notizie sul bando", che secondo la Procura era costruito per favorire l'azienda. La magistratura faccia il prima possibile chiarezza. Perchè se la città della Mole si sta affidando agli editori per il suo rilancio con il benestare del ministro Franceschini, il presidente dell'Aie Federico Motta continua a remare verso la sua Milano, dichiarando che "le istituzioni milanesi sono assolutamente pronte e disponibili a sostenerci". Ma è uno spazio più piccolo e meno collegato del Lingotto, soprattutto per chi viene da fuori città.

Sulla questione del Salone del Libro, Radio Popolare ha intervistato lo scrittore ed editore Francesco Cataluccio. E' quanto emerge dall'incontro di oggi tra l' assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, e i vertici dell' Associazione italiana degli editori (Aie), che si sono confrontati sul futuro della manifestazione nata a Torino. Franceschini però ci tiene a precisare e a ribadire che che il governo, attraverso il Mibact e il Miu, ha intenzione di sostenere il Salone di Torino e addirittura di rafforzarlo. Se la scelta sarà Milano "noi li accompagneremo come alleati molto leali, se faranno valutazioni diverse, con la stessa lealtà, rispetteremo la scelta e cercheremo di mettere ciò che abbiamo a disposizione - ha concluso - per far sì che la lettura sia al centro dello sviluppo culturale del nostro Paese".