Naufragio di migranti nel Canale di Sicilia, morte 10 donne

Naufragio di migranti nel Canale di Sicilia, morte 10 donne

I primi a intervenire dentro il peschereccio per la messa in sicurezza della struttura e il recupero dei corpi, che si stimano siano 250-300, sarà una squadra specializzata dei vigili del fuoco.

Il servizio conferma il significativo sforzo investigativo profuso dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Catania, sotto l'egida della locale Procura Distrettuale, nel contrasto e repressione del traffico di migranti via mare che, dall'inizio del corrente anno, ha consentito di sottoporre a fermo di p.g. Morte, invece, 10 donne, i cui cadaveri sono stati già recuperati. La Guardia Costiera ha tratto in salvo 107 superstiti. E così, come in questo caso, finisce nel peggiore dei modi.

L' equipaggio, giunto sul posto, ha trovato il gommone quasi del tutto affondato e molti migranti in acqua. È l'ennesima strage di migranti. "E' indispensabile, pertanto - aggiunge - che la comunità internazionale, e in primo luogo l'Europa, moltiplichi gli sforzi per realizzare vie di accesso sicure dalle aree di crisi e dai paesi di transito per evitare che decine di migliaia di persone continuino a vedersi costrette ad affidarsi ai trafficanti, mettendo in serio pericolo la propria vita, per attraversare il Mar Mediterraneo e le frontiere interne ed esterne dell'Europa e dei paesi terzi".

Quando ha raggiunto l'imbarcazione questa era semiaffondata, forse anche per le pessime condizioni meteo, con mare forza 3, vento a 30 nodi e onde alte due metri.

La nave Diciotti sta pattugliando la zona alla ricerca di eventuali dispersi.