Coldiretti in piazza per "difendere" il grano: trattori e manifestanti sul Lungomare

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Gli agricoltori si sono riuniti in un'area adiacente la spiaggia di 'Pane e pomodoro', sul lungomare di Bari e stanno ora raggiungendo la sede della presidenza della Regione Puglia, sempre sul lungomare del capoluogo pugliese. Sui cartelli portati dai manifestanti si leggono slogan come "Ci vogliono dieci chili di grano per una coca cola", "No grano no pane", "Stop alle speculazioni", e "Il giusto pane quotidiano".

Le importazioni di grano estero di qualità salvano il mito della pasta italiana, dal gusto all'occupazione di 120 aziende pastarie e di 300 mila aziende agricole. È un mercato senza equilibrio e le uniche realtà che stanno guadagnando sono le multinazionali che importano grano dall'estero e nei prodotti made in Italy, di grano italiano rischia di essercene veramente poco. Tra le denunce degli agricoltori ci sono anche gli "orrori" dell'agropirateria, con "terrificanti" imitazioni della pasta italiana: dai "chapagetti" coreani alla "Italiano pasta" fatta in Egitto, dagli "spagheroni" olandesi ai "kapeleti" sloveni, fino ai "maccaroni" fatti in Germania. "A pesare - spiega Cantele - sono le importazioni in chiave speculativa, che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e che influenzano il prezzo del nostro grano".

"La scelta di difendere, in una regione come la nostra che per secoli è stata considerata il granaio d'Italia, un prodotto basilare nella dieta quotidiana di tutti noi come il grano, è certamente l'unico modo per salvaguardare la nostra Isola dai gravi rischi che sta correndo sul piano ambientale, economico e occupazionale, ma soprattutto un modo concreto di tutelare gli agricoltori e i consumatori dai costi insostenibili delle speculazioni".

Il Consiglio Regionale lo ha approvato alla unanimità, dopo una serie di interventi da parte di diversi consiglieri regionali. La lotta è contro le speculazioni del settore e per la tutela del lavoro. Il presidente della Cia-Agricoltori, Dino Scanavino fa una proposta al Governo: "Bloccare le importazioni per 15-20 giorni per ridare fiato agli agricoltori". Dichiara Gian Paolo Coscia, presidente di Confagricoltura Piemonte: "Confagricoltura ribadisce la necessità di riorganizzare i sistemi agricoli, che così non possono più reggere, gestire gli stoccaggi e la programmazione". Nell'ultimo anno nei porti pugliesi sono arrivate oltre 2 milioni di tonnellate di grano estero. L'aut aut arriva dalla conferenza organizzata oggi a Roma dalla Cia Agricoltori italiani. Su un carro, attaccato a un trattore, appoggiati a una rotoballa di paglia, campeggiano quattro sacchi di grano, un quintale in tutto, per un valore, al prezzo attuale, che oscilla tra i 15 e i 18 euro. E' scattato lo sciopero della semina ed il dramma è che, oggi come oggi, 5 chili di pane arrivano a costare quanto 100 chili di grano mentre prima si ricavano l'equivalente di almeno 80-90 chili.

"Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori - fanno notare dalla Coldiretti - dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. Oggi il raccolto di 6 ettari seminati a grano basta appena per pagare i contributi di una famiglia media agricola e oltre il 50% dei contributi Pac servono a coprire le perdite". I produttori si sono radunati anche a Palermo e Termoli.