Alfano, si cambi Italicum, e apre a Berlusconi senza Lega

Alfano, si cambi Italicum, e apre a Berlusconi senza Lega

Tutt'al più della razione, se è vera l'accusa del segretario Udc Cesa, laddove il riposizionamento in atto nel Centro è anche e soprattutto dettato dalla necessità di tenersi attaccati alle poltrone dei più fedeli a Renzi. "Quando pochi giorni fa ho letto del commento del presidente del Consiglio Renzi ai dati dell'Istat sui 5 milioni di italiani che vivono in assoluta povertà - sottolinea Cesa - mi sono cadute veramente le braccia". Ad annunciarlo è lo stesso parlamentare in una conferenza stampa a Palazzo Madama " Fin quando resterò in Ncd voterò in conformità con il gruppo". Schifani ha inviato le sue dimissioni con una lettera al leader Ncd Alfano. Anche se l'ex presidente del Senato ha assicurato che resterà in Ncd escludendo un ritorno fra le braccia di Berlusconi. Che lo avrebbe portato a concludere di non voler più sponsorizzare progetti ed iniziative che, a suo giudizio, hanno più a che fare con le logiche di palazzo che con le reali esigenze dei territori. "Io già consideravo esaurita la nostra prospettiva con il voto sulle riforme, ora non condivido questa prospettiva". Per quanto vada precisato che Renato Schifani non ha, per il momento, detto addio al partito di Alfano. A chi gli ha chiesto se lo lascerà ha risposto con un "Valuterò" mentre sulla possibilità di un approdo in Fi con Verdini ha replicato: "Sono totalmente estraneo a queste dinamiche". Quindi neanche il 'modello Milano' va bene, la necessita' e' che si possa arrivare ad una convergenza tra forze responsabili che non abbiano rapporti con quei partiti che soffiano sull'antipolitica. Dimissioni dalla presidenza del gruppo al Senato, dunque, e "poi si vedrà". Del resto i risultati negativi per il Pd e molto positivi per i 5 Stelle delle ultime amministrative sono il frutto proprio di questo scollamento del governo dai problemi reali del Paese.

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Per il Sì invece Lorenzo Dellai, Presidente del Gruppo Parlamentare 'Democrazia Solidale-Centro Democratico': "La storia insegna - basti pensare alla fine degli anni '80 - che dopo il naufragio di una stagione di riforme costituzionali non arriva una riforma migliore: arriva una fase di restaurazione. Se poi qualcuno vuole restare attaccato alla poltroncina lo faccia pure, ma noi facciamo politica".