Squadra di Virginia Raggi, primi quattro nomi annunciati

Squadra di Virginia Raggi, primi quattro nomi annunciati

L'ha scoperta il Fatto Quotidiano, non il PD. Napoli resta a Luigi De Magistris, e Bologna a Virginio Merola. E' quanto si legge sul blog di Beppe Grillo. Matteo Renzi davanti alla tv, guardando attonito la valanga di brutte notizie che gli scaricano addosso i dati elettorali, confida ai suoi riuniti nel quartier generale del Nazareno l'intenzione di voler tenere "saldo il timone". Una sfida nata sonnacchiosa, ma che appunto si è accesa nelle ultime settimane di polemiche e fendenti. Vuoi per effetto del primo Giubileo (rutelliano), dei soldi e delle opere connesse; vuoi per la festa del cinema e le star sul tappeto rosso; vuoi per il Modello Roma che sar anche stato Sistema Bettini ma non ha mai dato scandalo giudiziario finch ha retto; vuoi per quel civismo che spingeva il Campidoglio di Walter Veltroni a lenire dolori antichi (l'incontro con la famiglia Mattei, una postura bipartisan sin dalla toponomastica...): per uno strano miscuglio di interessi e congiunture, idee e pulsioni, c' stato un tempo abbastanza recente nel quale molti romani avevano la sensazione di trovarsi sulla stessa barca, magari divisi politicamente ma legati da un destino collettivo dove neppure agli ultimi era negato uno strapuntino.

Che Virginia Raggi vincesse a Roma era ormai noto anche al di fuori dei confini nazionali, ma che lo facesse con il 67% non era auspicabile neanche dai suoi. Virginia Raggi, candidata m5s a sindaco di Roma, rompe il silenzio elettorale sulla sua pagina Facebook, per rispondere sul caso degli incarichi non dichiarati ricevuti dalla Asl di Civitavecchia. Evidente che web e social fungano da avanguardia, ma da soli non bastano per la vittoria, neppure ai 5 Stelle. La gioia della Raggi - "Voglio condividere con voi un momento importante". Si riparte da domani e mi auguro che tutte le forze politiche abbiano il buon senso di aprire un dialogo su problemi e soluzioni, per mettere al centro i romani.

E ora, in vista dei ballottaggi, di che cosa si discute online? Certo, le prestazioni dei due non sono state negative, con la candidata della Lega che ha chiuso al 45,4 nella rossa Bologna, mentre Parisi si è fermato al 48,3%.

Il temutissimo "biscotto", ossia un voto di tutti contro il Pd di Renzi ai ballottaggi, si è realizzato. Dopo gli studi ed il diploma al liceo scientifico Isacco Newton, ottiene la laurea in Giurisprudenza all'Università Roma Tre per poi scegliere di specializzarsi in diritto d'autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. "Vinciamo in maniera netta contro la destra - ha aggiunto - ma in altre città come Torino e Roma paghiamo un dazio perché l'elettorato del centrodestra ha deciso di votare il candidato dei 5 Stelle".

A Torino il 54,6% di Chiara Appendino ha il valore di uno tsunami politico. L'opposta scommessa di grande attivismo online ha contribuito al successo di tappa di Lettieri, che ha eliminato dal ballottaggio la democratica Valente.