Sondaggio Financial Times, Brexit avanti di 1 punto

Sondaggio Financial Times, Brexit avanti di 1 punto

E chiaramente non si farebbero attendere gli effetti sull'andamento economico dell'intera Europa, tra volatilità dei mercati finanziari, aumento dei prezzi di ogni genere di bene importato da ogni Paese dall'Inghilterra, aumento dei dazi per le importazioni dei prodotti dall'estero, senza considerare la revisione delle regole necessarie per la gestione delle migrazioni da e verso i Paesi del Regno Unito. Per conquistare consensi in Patria, alla fine dello scorso anno aveva dettato all'Unione alcune condizioni preventive per la permanenza del suo Paese in Europa, che Bruxelles aveva poi supinamente accettato. Come in tutte le situazioni di crisi l'idea è quella di preferire la sicurezza, ponendosi l'obiettivo non di guadagno, ma di salvaguardia. La signora Cox, 41 anni, era un sostenitore del "remain". Una separazione tra la Gran Bretagna e l'Unione europea darebbe nuova energia all'indipendentismo scozzese e porterebbe quasi certamente la Scozia a un secondo referendum sull'argomento, come già annunciato dallo Scottish National Party.

Fra due giorni i cittadini britannici saranno chiamati a esprimersi sulla Brexit e a scegliere se votare Leave o Remain.

Ma cosa devono decidere gli elettori? Ed in fondo, scrive sempre il Guardian, è probabile che i cittadini inglesi non si rendano nemmeno conto di quanto l'Unione Europea abbia contribuito alla crescita del Regno Unito, se è vero come è vero che in una delle roccaforti dell'UKIP - la costa dell'Essex - il risanamento e la protezione dell'ambiente naturale è stata possibile grazie ai contributi dell'Unione. L'amministratore delegato di Dihk, Martin Wansleben, ha avvertito che in caso di un'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, sei aziende tedesche su dieci attive nel paese sarebbero portate a ridurre i loro affari. Reminiscenze da Impero Britannico?

Il paladino del "remain" è il primo ministro David Cameron assieme alla maggior parte del governo conservatore che presiede, al partito laburista, ai liberal democratici ed al Partito nazionale scozzese, che è fortemente pro-Europa.

Le principali ragioni dell'adesione stanno nelle possibilità di scambio e commercio legate al mercato unico, ma soprattutto i grossi timori legati all'eventuale uscita. La mediana delle stime dei previsori, interpellati in un sondaggio Reuters datato 2 giugno, suggerisce un deprezzamento del 9% se il referendum dovesse decretare l'uscita dall'Ue, mentre la vittoria del fronte 'remain' porterebbe a un apprezzamento del 4%. Secondo l'uomo di Downing Street, il fatto stesso di sottoporre la questione al referendum è in sé la prova che la Gran Bretagna è uno Stato pienamente sovrano. Il precedente si è tenuto nel 1975, con esito favorevole per la ratifica dell'accesso avvenuto nel 1973, testimoniato dal 67 per cento di favorevoli.

Esse potranno ereditare un inestimabile giro d'affari, intavolando una guerra commerciale tra l'Europa e Londra. Quest'ultimo ha cercato un approccio più morbido al tema immigrazione, annunciando durante un comizio che sarebbe favorevole a un'amnistia per i migranti illegali.

Ammettiamo che il 'Remain' vinca. "Il voto è una decisione cruciale per la Gran Bretagna: se usciamo sarà irreversibile". L'uscita dall'Ue di Londra chiuderebbe molte porte. E certo, ad avvantaggiarsi di tutto questo non sarà la "brexit" ma la tesi della permanenza nell'Unione.